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9 maggio 1978: il ritrovamento di Aldo Moro e l’uccisione di Peppino Impastato

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ROMA – Moro e Impastato, due vite accomunate dalla lotta alla criminalità organizzata, che hanno trovato la morte nello stesso giorno di trentotto anni fa. Il 9 maggio 1978, il Presidente della Democrazia Cristiana Aldo Moro venne ucciso dalle Brigate Rosse (gruppo terroristico operante in Italia in quelli che sono passati alla storia come gli Anni di Piombo). Il cadavere fu posto nella “prigione metallica” di una macchina. Il brigatista Mario Moretti chiamò il Professor Franco Tritto, collaboratore nonché amico di Moro, e gli ordinò di informare la famiglia riguardo ad una Renault 4 rossa parcheggiata in Via Caetani (Roma), dove avrebbero ritrovato il corpo, senza vita, del leader democristiano. La vicenda, o meglio, tragedia che coinvolse Aldo Moro non fu l’unico evento drammatico avvenuto il 9 maggio del 1978.

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Anche Giuseppe Impastato, detto Peppino, dovette fare i conti con la criminalità organizzata: il giornalista e attivista siciliano fu ucciso nella notte tra l’8 e il 9 maggio del ’78. Il suo cadavere fu imbottito di tritolo e fatto saltare sui binari della linea ferroviaria Palermo-Trapani, così la sua morte potè sembrare un gesto suicida. Si fece emergere la matrice mafiosa dell’attentato grazie alla madre di Peppino, la signora Felicia, ed al fratello del giornalista.
Ancora dopo tanto tempo, o più precisamente, dopo trentanove anni queste due vicende, legate dallo stesso destino, sono ancora avvolte da un velo mistero.