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Champions League: Juventus, Monaco k.o. Capolavoro Allegri

ROMA – Millequattrocentosettantanove chilometri. Maledetti, sudati, meritati: eccola la distanza tra sogno e realtà che la Juventus azzera nel doppio confronto con i francesi del Monaco, domati sia all’andata che al ritorno. Tanta è la distanza che corre tra Torino e il Millenium Stadium di Cardiff, Galles, Regno Unito. Millequattrocentosettantanove passi che portano alla finale, all’ultimo atto. Poco importa se di fronte ci sarà-molto probabilmente- quella corazzata del Real Madrid con in testa il più forte del mondo-CR7- e che punta dritto la vittoria finale. Il capolavoro è già compiuto, ora Allegri & Co. puntano a che diventi leggenda. Un’altra spagnola dopo Berlino 2015, ma questa Juve è diversa da due anni fa: più matura, più cinica, in altre parole più forte di quella battuta dal Barcellona Il Real è avvisato: la Juve chiede strada, partecipare non basta più.

Dani Alves rules!

Non ci stupiremmo se domani sulle porte dello Stadium apparisse questa scritta. La Juve che salda la prenotazione aerea per Cardiff ha nel giocatore brasiliano il vero motore, l’uomo giusto al momento giusto, quello che andava aspettato, ed ora capisci il perché. Non bastasse l’eurogol di fine primo tempo che ha sul Monaco lo stesso effetto che un raggio di sole ha su un vampiro. Il brasiliano è tutto: corsa, tecnica, sofferenza e sapienza calcistica. La nuova specialità della casa, le reti pesantissime, sono poi la chicca che mancava; col suo raddoppio, seguito al vantaggio del croato Mandzukic (un altro a cui fare un monumento), la pratica Monaco perde di interesse con un tempo di anticipo. Capito come?

Pronti per Cardiff

Non spegne la festa sugli spalti, che via via aumenta di tono, nemmeno lo spauracchio Mbappè, il temutissimo Mbappè. A venti dalla fine, le maglie della difesa juventina si allargano quel tanto che basta per permettere al monegasco di mettere un po’ di sale sul restante spezzone di partita, ma nulla di più. La Juventus sente la finale come cosa sua, le difficoltà superate per giungere ad un momento come questo danno una carica ed un’adrenalina difficile da controbattere. Ne sa qualcosa Kamil Glik, ex capitano granata, che rifila un inutile pestone ad Higuain salvo poi gridare la sua innocenza: pessima figura per il polacco. Finisce qui, senza patemi: si va a Cardiff, si tenterà di fare la Storia. Tutto a portata di Juventus.