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Sicilian Ghost Story, al cinema realtà e sogno contro l’omertà mafiosa

sicilian ghost storyROMA – Una Sicilia che non ti aspetti, una storia poco raccontata che fonde un mix di realtà e sogno e una storia d’amore tra due tredicenni. È questo Sicilian Ghost Story, il film di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza da oggi in tutti i cinema italiani. La pellicola, 120 minuti, è stata presentata in mattinata alla stampa, in contemporanea con il Festival di Cannes. Il film apre la Settimana della Critica.

Sicilian Ghost Story racconta di Giuseppe e Luna, due compagni di classe che vivono un amore da favola fino al rapimento di lui a cui la ragazzina non si rassegna. Fino alla fine cercherà di riportarlo a casa, senza paura di imbattersi nei pericoli dei boschi che circondano il paesino in cui abita. Boschi che ricordano paesaggi del nord Europa ma che svelano una Sicilia più nascosta, lontana dalle coste e dal mare.

Sicilian Ghost Story: sinossi

All’uscita da scuola, Luna pedina furtivamente Giuseppe, suo compagno di classe, tenendo in mano la lettera d’amore che ha scritto per lui. Giuseppe imbocca un sentiero che s’inoltra in un bosco montano. Luna decide di seguirlo ma nel folto della vegetazione lo perde di vista. Giuseppe la sorprende alle spalle e le sfila di mano la lettera. Luna tenta invano di riaverla e si allontana da lui furibonda. Un feroce cane nero le si para davanti, Giuseppe corre in suo aiuto e con coraggio e astuzia la salva. Il ragazzino le restituisce la lettera e la convince ad accompagnarlo al campo di equitazione dove si allena.

Luna guarda incantata Giuseppe impegnato nel salto degli ostacoli. Alla fine dell’allenamento, Luna chiama Giuseppe e gli dà la lettera. Giuseppe sigilla quella dichiarazione d’amore con un bacio e si avvia verso la scuderia.

Luna aspetta Giuseppe, il cuore in subbuglio, lo sguardo volto alla fuga di colline del fondovalle, cinto a una estremità da un lago scuro verso cui digrada il bosco montano. Giuseppe non viene più fuori dalla scuderia. Luna va a cercarlo al suo interno. Si avvicina al box dentro il quale il cavallo di Giuseppe si agita. Giuseppe è scomparso.

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Il silenzio da parte della famiglia di Giuseppe e l’indifferenza del mondo che li circonda concorrono nel celare il motivo della misteriosa sparizione alla quale Luna non si rassegna. Anche quando dopo mesi emerge la verità di quanto accaduto, Giuseppe è stato sequestrato da dei mafiosi, Luna non si arrende e continua ostinatamente a cercarlo. Giuseppe resiste all’avanzare della devastazione fisica e morale cui è sottoposto aggrappandosi alla lettera d’amore che ha con sé. È la lettera d’amore a permettere una segreta comunicazione fra i due ragazzini, comunicazione che da inconsapevole si fa consapevole e permette il loro misterioso ricongiungimento nel mondo nel quale Giuseppe è imprigionato e che ha nel lago scuro una misteriosa via d’accesso.

Un mondo dal quale è impossibile per Luna tornare indietro. Solo grazie a una straziante e miracolosa corsa contro il tempo, Giuseppe trova nel lago l’insperata via di fuga da quel mondo di morte, riuscendo così a salvare Luna e a riconsegnarla al luminoso spazio aperto della vita.

Sicilian Ghost Story, un omaggio a Giuseppe Di Matteo

Sicilian Ghost Story è un film di mafia ma non come quelli che abbiamo visto fin’ora. “Con questo film volevamo una favola in una Sicilia mai esplorata prima, una Sicilia sognata. Un mondo dei fratelli Grimm di foreste e orchi, che collide con il piano di realtà di cui la nostra terra è inevitabilmente portatrice”, hanno detto i due autori della sceneggiature e registi Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.

Sicilian Ghost Story: il rapimento e l’omicidio del piccolo Di Matteo

Una storia vera rivisitata: quella di Giuseppe Di Matteo, il tredicenne ucciso dalla mafia e poi sciolto nell’acido l’11 gennaio 1996, all’età di 15 anni, dopo 25 mesi di prigionia, 779 giorni. Unica sua colpa essere il figlio di Santino, pentito di mafia che ai tempi aveva cominciato a collaborare con la giustizia.

Giuseppe Di Matteo fu rapito il pomeriggio del 23 novembre 1993, quando aveva quasi 13 anni, in un maneggio di Altofonte (Provincia di Palermo), da un gruppo di mafiosi che agivano su ordine di Giovanni Brusca, allora latitante e boss di San Giuseppe Jato. Secondo le deposizioni di Gaspare Spatuzza, che prese parte al rapimento, i sequestratori si travestirono da poliziotti della DIA ingannando facilmente il bambino, che credeva di poter rivedere il padre in quel periodo sotto protezione lontano dalla Sicilia.

Dopo un iniziale cedimento psicologico Santino Di Matteo, sebbene fosse angosciato dalle sorti del figlio, non si piegò al ricatto, e dopo un tentativo andato a vuoto di cercarlo con Gioacchino La Barbera e Balduccio Di Maggio pure loro collaboratori, decise di proseguire la collaborazione con la giustizia. Fu solo quando Brusca venne condannato all’ergastolo per l’omicidio di Ignazio Salvo, che decise di vendicarsi sul bambino. Brusca ordinò così l’uccisione del ragazzo, ormai fortemente dimagrito e indebolito per la prolungata e dura prigionia.

Sicilian Ghost Story è per questo un film di mafia ma racconta uno degli episodi più scabrosi della storia di Cosa Nostra senza mai rivelare l’atrocità vera dei fatti. Si percepisce il dolore della situazione dagli sguardi dei protagonisti. Dalle allucinazioni che, via via, ricorrono. Dai colori scuri che, in gran parte della pellicola, prevalgono sullo schermo. Aspetti che vanno oltre la semplice cronaca dei fatti. Da vedere quindi!