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Premio Letterario Citta’ di Castello, un concorso per chi sogna

Roma – Un’immersione che permette di cogliere la temperatura della realta’ del nostro tempo, prima di correre verso una premiazione al cardiopalma.

Descrive cosi’, Anna Kanakis, l’esperienza di lettura di fine estate come giurata del Premio Letterario Citta’ di Castello, promosso dall’Associazione culturale Tracciati Virtuali e giunto quest’anno alla sua XI edizione. Un ruolo accettato, per il terzo anno consecutivo, per “l’entusiasmo, la pulizia e la correttezza di chi organizza questo premio”, un concorso che si propone di “promuovere la cultura senza alcun interesse di altro tipo”.

E l’entusiasmo e’ il sentimento che percorre le parole di questa giurata un po’ speciale, attrice e, dopo l’esordio nel 2010 con ‘Sei cosi’ mia quando dormi. L’ultimo scandaloso amore di George Sand’, talentuosa scrittrice di romanzi a sfondo storico, che del premio letterario e della sua esperienza con la penna racconta: “Ho cominciato a scrivere sette anni fa essendo una privilegiata. Data la mia precedente attivita’ i miei scritti hanno avuto un accesso piu’ semplificato ai media. Quindi per me e’ stato piu’ semplice il percorso di visibilita’, anche se la discriminante del successo e’ sempre il libro: se e’ scritto male e sei famoso le critiche che arrivano sono ancora piu’ aspre. Conosco le difficolta’ nel farsi pubblicare per chi non ha notorieta’, mai come in questi tempi- aggiunge-. Questo premio invece da’ una possibilita’ a persone di tutte le eta’. Lo scorso anno mi colpi’ molto una signora che ha ottenuto questo riconoscimento all’eta’ di ottant’anni. Mi colpi’ la sua gioia, la freschezza mentale”.

E di gioia parla Kanakis, della grandissima emozione che vivono tutti, scrittori e giurati, nella giornata dedicata alla premiazione dei vincitori. Una finalissima che corona l’intenso lavoro di valutazione, diviso in una prima fase in cui gruppi di lettori scelgono venti titoli per sezione (Narrativa, Saggistica, Poesia), e una seconda, con i giurati impegnati a selezionare dai venti autori i dieci finalisti: “Ognuno di noi esprime la propria opinione sui lavori- prosegue-. Poi ci scriviamo delle email per confrontarci e, nel rispetto delle opinioni di tutti, cerchiamo di convergere su cio’ che ci ha piu’ convinto. A volte ci sono divergenze, a volte siamo tutti certi del vincitore, come e’ stato lo scorso anno per Nicola Barca (primo classificato nel 2016 nella sezione ‘Narrativa’ con ‘Acerbo e altri racconti’, ndr), che secondo me ha scritto un piccolo capolavoro”.

Cerca la pancia, Kanakis, quando valuta le opere in concorso. Non la scrittura forbita, ma “la forza di una frase nella sua semplicita’, con aggettivi a togliere piuttosto che ad aggiungere” definendosi per questo “quasimodiana”. “Mi piace la scrittura pulita, semplice, diretta, quella che va dritta in pancia- spiega-. Gli scorsi anni piu’ di un’opera in concorso mi ha fatto questo effetto. Quando mi e’ capitato sono andata con curiosita’ a chiedere l’eta’ dell’autore, per capire a chi apparteneva l’io narrante. Questo perche’ fino alla fine le opere restano anonime, a testimonianza della grande serieta’ del premio, al contrario di tanti concorsi importanti dietro i quali spesso ci sono potentati di case editrici. E da dove e’ difficile che venga fuori un nuovo talento”.

Storie di vita o di fantasia in ‘Narrativa’ e testi legati alla storia nella sezione ‘Saggistica’. Questi i generi piu’ battuti dagli autori che negli anni hanno partecipato al concorso, con la ‘Poesia’ che invece fa da specchio a quello che Kanakis definisce “un senso di malessere e crepuscolo” dei nostri tempi, che si avverte anche negli altri generi: “La scrittura e’ una forma d’arte e riflette il proprio tempo- dichiara Kanakis-. Il testo della signora di ottant’anni che ha vinto lo scorso anno era estremamente positivo, riflettendo l’esperienza di una generazione piena di valori, di sogni da realizzare, di sfide da affrontare”. Ed e’ proprio la varieta’ delle eta’ e delle esperienze professionali degli autori in concorso a rendere il Premio Letterario Citta’ di Castello unico nel panorama culturale italiano: “Mi e’ capitato di leggere un bellissimo testo di un signore che lavora come benzinaio e che, con quel libro, ha vinto in una delle ultime edizioni”. Ad impreziosire questa edizione saranno poi le due sezioni speciali, ‘Mondi e Culture sulle sponde del Mediterraneo’ e ‘1970-2020: Verso il 50° anniversario della Regione Umbria’: “Oggi si parla tanto di integrazione. Prova a chiedere ad un italiano se ha mai letto il Corano…e poi stentiamo a capire cio’ che ci accade intorno e perche’. Si parla anche di territorio, spesso dimenticato o non considerato a sufficienza. Il fatto che un premio letterario presti attenzione verso questi temi- chiosa- e’ un valore aggiunto”.

Pulizia, attenzione, la presenza di una personalita’ eccezionale come quella di Alessandro Quasimodo (presidente di giuria, ndr). Questi secondo Kanakis i punti di forza di un premio che si avvale di una giuria di qualita’, che sostiene la mission di “pubblicare romanzi di persone qualunque, con grandi sogni, grande cuore e capacita’”. “Ben vengano i giurati di qualita’- caldeggia la scrittrice- se servono ad intercettare persone che combattono per il proprio sogno”. E, proprio agli autori, Kanakis sente di dare un consiglio: “Puntate su cio’ in cui credete. Uno scrittore deve scrivere di cio’ che sente, di cio’ che prova. Deve esprimere qualcosa di se’, o di qualcun altro, se racconta di storie accadute. Senza pensare a che cosa succedera’. In questo premio- conclude- ci sono persone che con grande sacrificio, onesta’ intellettuale e senza guadagni altisonanti si spendono proprio per regalare alle persone la possibilita’ di esprimersi”. Gli autori potranno inviare i propri lavori entro il 30 giugno e saranno valutati nel periodo estivo dalla giuria, che invitera’ i dieci finalisti scelti per ogni sezione alla cerimonia di premiazione del 28 ottobre 2017 nella Sala degli Specchi di Palazzo Bufalini a Citta’ di Castello.