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La rivalsa dei terroni. Casa Surace è un brand made in Sud ma non chiamateci Youtuber

NAPOLI – Ma che vuol dire Surace? “E’ un cognome calabrese. Quello di un eroe che non abbiamo mai conosciuto e che un giorno verrà a chiederci il conto”. Alessio Strazzullo, fondatore e ‘mente’ dei video di successo di Casa Surace, e Riccardo Betteghella, il Ricky milanese della crew (che in realtà è napoletano) lo raccontano, ospiti della redazione di Diregiovani a Napoli, città da cui nasce uno dei progetti di video marketing più seguiti del momento.

Casa Surace, storia di semplici “terroni” cui piace mangiare

Alessio, Riccardo e gli altri 14 componenti della Casa più famosa del web hanno provato più volte a staccare quell’enorme targhetta di maiolica con su scritto Surace, senza riuscirci e senza sapere che quello sarebbe diventato il loro marchio di fabbrica. Da coinquilini, oggi sono soci di una vera e propria casa di produzione. Non ci stanno a farsi chiamare youtuber “ci definisco Youtubers, Creators, Cretiners. Non siamo youtuber come il ragazzino che si fa i video parlando di game play o la ragazza con il make-up. Quelli sono video amatoriali”. E allora cosa siete? “Siamo terroni semplici, ci piace mangiare”. E ‘terroni’ è ormai un brand grazie anche a Casa Surace, perché la Pasqua e il Natale con un terrone, o la gioia di ricevere un ‘pacco da giù’ al Nord proprio non riuscirebbero ad apprezzarla. “C’è il ritorno di un orgoglio terrone, una rivalsa del Sud a cui, magari, abbiamo contributo anche noi”.

Casa Surace, noi come Kubrick

I loro fan però non vivono solo a sud di Napoli, “in tanti ci seguono anche da Milano. In realtà nei nostri video non raccontiamo la differenza tra Nord e Sud ma tra le grandi città e i piccoli paesi”. Casa Surace infatti non ha un unico indirizzo. Napoli è l’ambientazione cittadina. L’altra è Sala Consilina, piccolo centro del Vallo di Diano, in provincia di Salerno. “I salesi ci hanno invasi, noi napoletani di Casa Surace ormai dormiamo sul pavimento. A Sala Consilina faremo i nostri grandi studios”. E’ lì che forse sceglieranno di girare il loro primo film, un progetto cinematografico in cantiere “ma ‘chianu chianu’”, spiegano in dialetto ‘salese’, quello che si parla a Casa Surace. Per fare un video di 3 minuti giriamo per 7 giorni. Per fare un film di 90 minuti dovremmo girare per 7 anni. Quindi faremo un film ogni 7 anni, come Kubrick”. Ma l’ipotesi non riescono ad escluderla.

Casa Surace, sponsor del ‘Giugno Giovani’

“Ci vuole il tempo giusto – spiegano -, l’idea giusta e il momento giusto. Quando individueremo la storia da raccontare, lo faremo”. E intanto, la loro storia, i Casa Surace la racconteranno ai ragazzi di Napoli martedì 27 giugno alle 16 nella Galleria Principe. Da sponsor del ‘Giugno Giovani’, un programma di iniziative promosso dal Comune di Napoli, terranno un workshop sulla creatività e l’autoimprenditorialità dedicato a giovani e giovanissimi. “Napoli è una città che può offrire tante opportunità, questa è la città della creatività. Ai ragazzi diremo che non bisogna mai mollare”.