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Libero Liu Xiaobo, Nobel per la pace in carcere dal 2008

ROMA  – Il Premio Nobel per la Pace Liu Xiaobo lascia il carcere. Le autorità cinesi hanno preso questa decisione in seguito al peggioramento delle condizioni di salute dell’attivista per i diritti umani 62enne, colpito da un cancro e ormai allo stadio terminale. Attualmente, come si legge su fonti concordanti, si trova ricoverato in un ospedale nella città settentrionale di Shenyang, non lontano dall’istituto penitenziario.

Liu Xiaobo, un Nobel dietro le “sbarre”

Le porte del carcere per Liu si sono chiuse nel 2008. In quell’anno Liu fu coautore di un manifesto ‘Charta 08‘, con cui si chiedeva una svolta democratica nel Paese attraverso la fine del monopartitismo, maggiore libertà di espressione e più rispetto per i diritti civili e politici. In quello stesso anno fu arrestato e quindi condannato a undici anni per “minaccia all’autorita’ dello Stato”. Due anni dopo, nel 2010, la Commissione del Nobel lo ha candidato per il prestigioso riconoscimento, entrando in conflitto col governo cinese che si opposero animosamente sia
prima che dopo l’assegnazione. L’ambasciatore norvegese fu convocato dalle autorità, facendo temere una crisi diplomatica tra la Cina e la Norvegia.

Liu Xiaobo, una vita in lotta per i diritti

Ma quella di Liu Xiaobo è una vita intera consacrata alla trasformazione della società cinese del rapporto tra i cittadini e il potere. In gioventù, appena terminato un dottorato in letteratura e filosofia all’Università di Pechino, fu inoltre tra coloro che animarono nel 1989 le proteste di piazza Tiananmen. Anche allora pagò personalmente il suo attivismo, scontando due anni dietro le sbarre, e poi altri tre nei campi dilavoro, per aver criticato apertamente il Partito comunista.