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Roma si scopre Pompei, sotto la metro C i resti di un cane del III secolo

ROMA  – San Giovanni come Pompei ed Ercolano. Dagli scavi per la stazione della linea C, Amba Aradam, sono emersi i resti carbonizzati di alcuni mobili in legno di età traianea e lo scheletro di un cane di media stazza, morto nel tentativo di fuggire alle fiamme che hanno colpito la sua abitazione nel III secolo dopo Cristo.

Roma si scopre Pompei

Gli eccezionali ritrovamenti sono stati presentati ieri dal sovrintendente speciale per l’area archeologica, Francesco
Prosperetti e dal presidente di RomaMetropolitane, Pasquale Cialdini, direttamente nel cantiere della metropolitana. In particolare i resti che hanno suscitato maggiore attenzione sono stati alcuni mosaici in bianco e nero e soprattutto alcuni ritrovamenti in legno, parti di arredo e di mobili come una gamba di un tavolino a tre piedi e una parte di in comodino, un ‘unicum’ a Roma che ha precedenti solo ad Ercolano. Il tutto sotto un solaio di una casa aristocratica crollato per colpa delle fiamme. Infine sono state ritrovate le ossa di un cane di età imperiale, ucciso sull’uscio di casa, e di un altro animale, forse un gatto.

Roma si scopre Pompei grazie alla metro C

“Non avremmo mai potuto fare questi ritrovamenti senza il cantiere della linea C- ha spiegato Prosperetti- senza paratie in metallo non si sarebbe potuto scavare. Un pozzo in un’area di scavo di 50 metri quadri di oltre 9 metri sotto il piano stradale in ambito urbano non sarebbe mai stato possibile prima. Grazie a questo abbiamo potuto fare scoperte eccezionali, ritrovamenti che testimoniano un momento in cui la storia si e’ fermata”. “È difficilissimo che il legno si conservi- ha aggiunto l’archeologa Simona Morretta- in questo caso l’incendio ha carbonizzato e non bruciato il legno che poi si e’ preservato grazie all’umidità giusta e al fatto di essere rimasto sotterraneo. Ora stiamo studiando la collocazione finale. Forse nella stazione che potrebbe aprire nel 2021”.

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