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La gigantesca macchia del Sole nello spettacolare video della NASA

ROMA – E’ più grande della Terra la gigantesca macchia del Sole catturata in video dal Solar Dynamics Observatory (SDO) della NASA.
Il buco nero, chiamato AR2665, si estende per circa 120 mila km, abbastanza largo da poter essere visibile anche con telescopi solari amatoriali.

La grande macchia del Sole

Le macchie solari, o sunspot, sono un fenomeno comune, ma sono meno frequenti quando ci dirigiamo verso il “minimo solare”, il periodo di bassa attività del Sole durante il normale ciclo di circa 11 anni. Questa gigantesca macchia è la prima ad apparire da quando il Sole è stato immacolato per due giorni ed è l’unico gruppo di “sunspot” in questo momento.
Sebbene sul Sole sembri un piccolo neo, la dimensione è relativa: il nucleo oscuro di questo buco è in realtà più grande della Terra.
E, per dirla tutta, le macchie solari, in genere, hanno le stesse dimensioni di un pianeta.

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Le macchie solari sono abbondanti quando l’attività solare è alta e questi “buchi” rimarrano sporadici fino al 2020.
Il video della NASA è stato catturato dall’SDO la scorsa settimana, tra il 4 luglio e l’11 luglio.

Cosa sono le macchie solari?

Una macchia solare è una regione della superficie del Sole (la fotosfera) che è distinta dall’ambiente circostante per una temperatura minore ed una forte attività magnetica.
Le macchie solari sono un po’ più “fredde” rispetto le altre aree solari, perché hanno una temperatura di “solo” circa 4000 gradi kelvin contro lo standar di 6000 gradi kelvin.
E’ proprio a causa di questo contrasto per emissività termica che queste regioni sono chiaramente visibili come macchie scure.

Le macchie solari possono verificarsi in qualsiasi momento, ma sono meno comuni durante il periodo di bassa attività del Sole che si prevede avverrà nel 2019 o nel 2020.

Dalle zone del Sole che presentano le “macchie”, possono scaturire brillamenti o flare, oppure eruzioni di massa coronale.
Questi getti di radiazioni non sono pericolosi, ma quando sono particolarmente violenti potrebbero essere una minaccia per i satelliti per la navigazione e per le telecomunicazioni.
Quando questi sono particolarmente violenti, inoltre, possono essere pericolosi per il funzionamento di telecomunicazioni e reti elettriche.

Nella maggior parte dei casi, incontrando il campo magnetico terreste in prossimità dei Poli, le particelle solari possono generare spettacolari aurore.

Un esempio del potenziale dannoso dei brillamenti è il cosiddetto Evento di Carrington.
Il 1° settembre del 1859 si verificò fu la più grande tempesta geomagnetica o solare mai osservata dagli astronomi che causò l’interruzione delle linee telegrafiche per 14 ore, e produsse un’aurora boreale visibile anche da Roma.

Considerando la dipendenza tecnologica del mondo moderno, se un evento del genere si verficasse oggi sarebbe disastroso.

Secondo la NASA, la grande macchia del Sole AR2665 ​​potrebbe causare uno di questi flare solari, ma è ancora troppo presto per dirlo.
E comunque, anche se provocherà dei brillamenti, non c’è alcuna garanzia che disturberanno i satelliti.