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Progetto Lunga Vita: l’arte vista dai giovani che guardano al futuro

progetto lunga vitaROMA – Progetto Lunga Vita. Si chiama così la manifestazione presentata nella giornata di ieri a Roma dai giovanissimi Davide Sacco e Ilaria Ceci, che svolgono rispettivamente il ruolo di direzione artistica e direzione organizzativa.

Progetto Lunga Vita, cos’è?

È una manifestazione appunto, organizzata da “Tradizione Teatro”, all’interno dell'”Estate Romana 2017″, col contributo di Roma Capitale ed in collaborazione di SIAE, che si fa centro di cultura per una settimana, dal 18 al 24 settembre, dalle ore 10:00 alle ore 24:00 al teatro Marconi della capitale.

Spettacoli teatrali, proiezioni, retrospettive, balletti, esposizioni artistiche, mostre, workshop, performance, meeting, residenze: tutto ciò negli spazi dei due palcoscenici (uno interno ed uno esterno) del Teatro Marconi di Roma, teatro che non ha ancora due anni di vita. Un’idea realizzata dai giovani che si rivolge ad un pubblico vivace ed eterogeneo, che ritrae un’arte che ha sempre gli occhi fissi al passato e alla classicità ma che sa anche e soprattutto reinventarsi alla ricerca di nuovi spunti curiosi ed originali.

Progetto Lunga Vita: il programma

Il programma si presenta estremamente variegato, con un numero notevole di artisti e professionisti dello spettacolo, ma anche con la presenza di voci e facce non veramente note al grande pubblico.

E così: apre i giochi Daniele Mutino, il quale ripropone la figura del cantastorie. Ci ricorda l’essenza del teatro, il racconto intorno al fuoco. Quale migliore inizio? Segue Alfio Antico, uno dei più grandi percussionisti europei di musica popolare. La prima serata si chiuderà alle 21:00 “con una grande festa tutta dedicata a Dante”. Lo spettacolo in questione, “Versus Dante”, per la regia di Paolo Pasquini ed Agnese Ciaffei, ospiterà vincitori e partecipanti del Festival Dantesco di Roma, di cui Pasquini stesso è direttore; coinvolge quindi un corpo attoriale composto esclusivamente da giovani appassionati. A parlarne è proprio Giacomo De Rose, protagonista della messa in scena. Ci offre, su invito, un’anteprima delle sue terzine: è un viaggio narrativo che rovescia l’opera trecentesca: “All’inizio Dante è cieco, perché pieno della visione di Dio. Arriverà come unico possibile approdo all’Inferno”.

Nadia Baldi, tratteggia, poi, “Shakespea Re di Napoli”, di Ruggerro Cappuccio, rappresentato ancora 23 anni dalla prima (e recitato dallo stesso Claudio di Palma, al debutto 30enne).

“Donne no” di Sara Valerio e Anna Maria Talone ha il patrocinio del Magfest, rete di donne artiste in ogni campo. Il testo vuole ricordare le donne dimenticate dalla storia, dall’Inquisizione e dalla caccia alle streghe fino ad arrivare ai giorni nostri.

In chiusura, “L’importanza di leggere i classici” con Francesco Montanari, arricchito dall’Orchestra Sinfonica dei Quartieri Spagnoli di Napoli. Caratteristica di quest’ultima è che a suonare sono 40 bambini, i più grandi dei quali hanno 12 anni.

Dalla Sardegna, una bellissima operazione sulle orme di Shakespeare: “Titu Andronicu. Sa Mudadura”, lettura intera su una regione, riportata al mondo dell’autore secentesco.

“Buongiorno a te Macbeth” è invece è una produzione interna, ideata già due anni e mezzo fa. Ce ne parla Tiziana Sensi, che si esibirà per la regia di Davide Sacco. La peculiarità dello spettacolo è un Macbeth di 10 anni: “Voi datemi genitori migliori ed io vi darò un mondo migliore” è forse la sua battuta più incisiva.

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Il 20 settembre si termina con “Che si dice sull’amore?”, concerto- spettacolo con Giuseppe Moffa, voce, chitarra e zampogna e coloro che lui definisce, affettuosamente, “i miei compari”: Primiano di Base e Simone Talone, pianoforte e percussioni. Recita Antonio Pascale.

La giornata successiva si riaprirà con Michele Monetta e la sua “Openclass” sull’arte del mimo. Monetta è uno dei personaggi culturali più importanti italiani ed europei. È professore dell’Accademia d’Arte Drammatica, ed insegna anche in Spagna, in Russia ed in Svizzera.

Interessanti sono poi i due spettacoli di danza “Scilla taglia i capelli a Niso”, con Eva Grieco, artista dalla sensibilità toccante, che si accompagnerà con musica dal vivo, e “Ad sidera”, di e con Ashai Lombardo Arop. La performance della Arop, quasi un corto di danza, perché dura 15/20 minuti, racconta “la vicenda di un essere umano, che potrebbe essere qualsiasi essere umano. In particolare è un migrante, un migrante qualsiasi, anche un italiano del 1920/30, che alla fine riesce a sopravvivere”. La rappresentazione nasce nel 2016 per una richiesta sul tema del desiderio: “Quando non si vedono le stelle è il momento in cui si inizia la ricerca, la ricerca di una situazione migliore”.

Il giorno dopo, sarà il turno di “Sonnets” di Matteo Prosperi, adattamento dei sonetti di Shakespeare. In scena tre attori: un chitarrista, un batterista e una cantante che decidono di parlare con le parole di Shakespeare. È quindi un concerto eseguito dal vivo, con musiche lontane e vicine tra loro, alcune anche molto moderne (Oasis, Police, Coldplay, Adele, Amy Winehouse).

Altra realizzazione di Davide Sacco è “Condannato a morte” da Victor Hugo, col patrocinio di Amnesty International. Narra, appunto, di una delle più grande barbarie nel mondo e tenta, con i suoi mezzi, di combatterla.

Tonino di Ronza, venuto appositamente da Napoli e dall’ Accademia di Belle Arti della città partenopea, presenta “Yerma”. Lo spettacolo si avvale proprio della collaborazione massiccia degli studenti e la protagonista è una giovane ragazza che raccoglie su di sè il peso di Garcìa Lorca.

Prima dell’ultima rappresentazione del 23 (“Lolita”, con Stefano Benni) l’intrigante “L’autodafè del camminante”. Ci intrattiene Stefano Sabelli, il regista. La storia parte dal Molise, la terra di Arturo Giovannitti, che a 17 anni lascia l’Italia per l’America, per inseguire i suoi sogni. Dopo una serie di vicissitudini divenne una delle figure più emblematiche del sindacalismo americano. Accusato – in maniera simile al caso di Sacchi e Vanzetti – di aver compiuto un omicidio, riesce, una volta portato davanti al tribunale di Salem, attraverso il suo fervore e la sua dialettica, con un discorso in inglese, senza l’ausilio di un avvocato, ad essere assolto. La sua orazione, insieme al poemetto scritto in carcere, “The Walker”, sono alla base del testo di Sabelli.

Ed infine, l’ultima giornata sul palcoscenico. “Nessuno su tutti”, progetto multietnico sul tema dell’immigrazione. Viene utilizzato un dramma tragicomico classico (il “Ciclope” di Euripide) per dare voce ad un dramma contemporaneo. “La situazione di Ulisse che teme di essere divorato è un po’ la situazione dei ragazzi che arrivano qui in Italia e ha a che fare con una cultura che, per lo più, non li accoglie a braccia aperte”. In questa versione, Odisseo è interpretato da un intero gruppo di migranti.

Viola Pornaro espone, poi, la “Signora Sandokan”, parlando di questo come un progetto decennale. La vicenda è incentrata su Ida Peruzzi, moglie di Salgari,dominata da “una passione bruciante, violenta, furibonda”.

progetto lunga vitaQueste serate hanno il loro termine con “Apologia del male”, da William Shakespeare, con il prof. Giuseppe Rocca. L’idea è quella di far parlare i colpevoli, anche se, spesso, si autoassolvono.

Il Progetto Lunga Vita, come afferma Felice della Corte – direttore artistico del Teatro Marconi, rimarca l’entusiasmo dei ragazzi che, attraverso determinazione e dedizione, sono riusciti laddove molti più avanti con l’età di loro hanno fallito o, peggio, non si sono affatto messi in gioco.

Progetto Lunga Vita: i prezzi

È importante, però, segnalare (oltre al normale prezzario) l’innovativa politica economica del Progetto Lunga Vita: sulla scia del “caffè sospeso” napoletano, il progetto ha introdotto il “biglietto sospeso”. Infatti, ad un prezzo ridottissimo, si ha la possibilità di lasciare un biglietto pagato per chi non è nelle condizioni di poter pagare da sé. Inoltre, si è pensato anche all’abbonamento sul reddito Isee “perché la cultura non deve essere mercificazione né supermercato”.

“Lunga Vita” alle persone che fanno teatro e ancora combattono, perché, come ricorda Davide Sacco, questa è “la più grande battaglia quotidiana” per chi fa parte di questo mondo.