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Cassini, fine della missione: le immagini più belle del sistema di Saturno

ROMA – Con lo schianto su Saturno, si chiude definitivamente la missione Cassini.
Con le sue 379.300 immagini inviate e i 600 Gb di dati raccolti tra i 157 flyby e le 243 orbite, la sonda ha permesso di scoprire 10 lune, ha osservato i geyser di vapore acqueo su Encedalo, i laghi di metano su Titano, e rivelato una moltitudine di dettagli prima sconosciuti sulla composizione di Saturno e dei suoi anelli.
Il 15 settembre 2017, a partire dalle 12:00 italiane inizierà il Gran Finale di Cassini: la sonda terminerà così i suoi 20 anni di gloriosa carriera, 13 dei quali trascorsi nell’orbita di Saturno.

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Encelado e gli anelli di Saturno, 28 luglio 2007

Cassini, l’inizio della storica missione

Era il primo luglio del 2004 quando, per la prima volta nella storia, una sonda entrò nell’orbita di Saturno.
Era Cassini, un gioiello della scienza e della tecnica nato grazie alla collaborazione tra Nasa, Esa ed Asi.

gran finale di cassini

Da allora ha studiato incessantemente il sesto pianeta del sistema solare, allargando lo sguardo sulle sue lune e, naturalmente, sugli anelli che lo rendono unico. La sonda arrivò alla meta dopo un viaggio nello spazio durato sette anni. Il lancio da Cape Canaveral era avvenuto il 15 ottobre del 1997. All’epoca si riteneva che la missione di Cassini sarebbe durata fino al 2008. Invece grazie alle sue ottime condizioni e ai finanziamenti ottenuti è stata prorogata fino al 2017.

Il nome completo della missione è Cassini-Huygens. Cassini è il nome di uno dei due elementi della sonda, l’orbiter. L’altro, invece, si chiama Huygens ed è un lander. Il 25 dicembre del 2004 fu Huygens a staccarsi dalla sonda per allungare il suo viaggio di altri venti giorni e raggiungere Titano, la luna più grande del pianeta, e lì scendere attraverso l’atmosfera e atterrare sulla sua superficie.

Dopo averlo fatto inviò segnali per ben un’ora e mezza, nonostante il tempo preventivato per la sua attività fosse appena di un quarto d’ora. Grazie alle immagini inviate gli scienziati hanno potuto appurare informazioni sulla geologia del satellite.

L’orbiter Cassini prende il nome dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli. Il lander Huygens prende il nome dall’astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che utilizzando il proprio telescopio scoprì Titano.

Il Gran Finale di Cassini

Cassini entrerà nell’atmosfera di Saturno ad un’altitudine di circa 1.915 chilometri al di sopra delle nuvole superiori del pianeta (l’altitudine in cui la pressione dell’aria è di 1 bar, equivalente al livello del mare sulla Terra).
Durante la sua immersione nell’atmosfera, la velocità della sonda sarà di circa 113.000 chilometri all’ora.

A causa del tempo che impiegano i segnali radio a raggiungere la Terra, i dati arriveranno 83 minuti dopo gli eventi.
Ciò significa che, quando Cassini inizierà la sua discesa su Saturno, il segnale di quell’evento non verrà ricevuto sulla Terra fino a 83 minuti più tardi.