'Mediterri-amo', il Mare Nostrum raccontato in tre tappe

‘Mediterri-amo’, il Mare Nostrum raccontato in tre tappe

Roma – ‘Che il Mediterraneo sia quella nave che va da sempre navigando tra Nord e Sud, tra l’Oriente e l’Occidente’. Sono le parole di ‘Che il Mediterraneo sia’ intonate da Eugenio Bennato in chiusura del lancio del nuovo progetto internazionale del regista e critico teatrale italiano Maurizio Scaparro ‘Mediterri-amo’, presentato stamattina a Roma con il contributo del ministero dei Beni e delle Attivita’ Culturali e del Turismo, il sostegno della Siae e di fondazione Teatro della Toscana e con il patrocinio di regione Lazio, comune di Roma, comune di Firenze, universita’ Luiss ‘Guido Carli’ e Unhcr.

E il Mediterraneo come centro del mondo, crocevia di culture, lingue, conoscenze, cerniera tra Oriente e Occidente, sara’ l’oggetto della rassegna itinerante di Scaparro, che si snodera’ in tre tappe: Roma, il 27 settembre alla Casa del Cinema; Firenze, il 12 e 13 ottobre al Teatro della Pergola; e Venezia, il 5 dicembre all’Ateneo Veneto.

Tre citta’ che, ognuna per un motivo diverso, con il Mediterraneo hanno a che fare, e hanno a che fare anche con momenti fondamentali della vita artistica di Scaparro: “Negli anni Cinquanta- spiega Scaparro- a Firenze Giorgio La Pira faceva nascere i Dialoghi del Mediterraneo, legati a poesia, economia e politica. A Venezia, dove per molti anni ho diretto la Biennale, molte volte abbiamo parlato di Mediterrano. E poi Roma, per quello che ho fatto al Teatro Argentina, ‘Caligola’, ‘Don Chisciotte’, ‘Le memorie di Adriano’. Adriano nato a Italica in Spagna, che ha studiato ad Atene, si e’ innamorato in Siria, ha fatto la sua vita politica e civile tra Roma e Napoli. É questo il Mediterraneo, non quello della Brexit e noi non possiamo voltargli le spalle”. Mediterri-amo nasce il 13 novembre 2015, mentre Scaparro guardava in televisione la serie di attentati di Parigi, dove qualche giorno dopo avrebbe dovuto incontrare il poeta siriano Adonis, proprio per parlare di ‘Dialogo’ e ‘Mediterraneo’: “Abbiamo annullato l’incontro e aspettato tempi migliori- racconta Scaparro-. Ma subito abbiamo sentito un vuoto dentro, che andava colmato parlando di Mediterraneo in modo diverso, non quello delle banche, ma quello della cultura”.

Parlare di Mediterraneo per superare i muri, mettere a tacere l’odio e l’intolleranza che si riaffacciano nel vecchio continente sotto forma di populismi, paure ed egoismi, proprio a partire dalla crisi umanitaria che investe da vent’anni il Mare nostrum, che per secoli ha unito in un’unica comunita’ popoli diversissimi per cultura, lingua e religione. “Sognavamo l’Europa dei popoli, ci siamo trovati l’Europa delle banche”, scandisce Scaparro, che ha cercato la partenership dell’Unhcr, come sottolinea il direttore artistico della rassegna Ferdinando Ceriani, che ha riassunto in poche parole il senso della rassegna: “contaminazione e integrazione, conoscenza e rispetto delle diversita'”.

“Il Mediterraneo e’ da anni teatro di una crisi umanitaria. La difficolta’ piu’ grande che incontriamo nel nostro lavoro- spiega Carlotta Sami dell’Unhcr- e’ quella di far entrare le persone che vivono qui nella pelle delle persone che vivono questa crisi. Per questo e’ importante legarci a queste iniziative culturali. Il veicolo culturale, infatti,- prosegue Sami- offre chiavi di lettura differenti, non solo quelle delle immagini giornalistiche, che non perdurano nel tempo. Ma quelle dell’arte, del teatro, della musica, che toccano corde piu’ profonde e arrivano in maniera piu’ diretta, sgretolando il muro della paura. Quella vera, esistenziale, che consiste nel timore di vedere persone che hanno un portato di sofferenza enorme. Attraverso la cultura- conclude- si puo’ imparare ad avvicinarsi a loro in maniera piu’ razionale e allo stesso tempo empatica”.

Si partira’ il 27 settembre con il laboratorio aperto ai bambini ‘Clara la Rinoceronte’, dove, partendo dal racconto ‘Prestami le ali’ di Igiaba Scego, si ragionera’ di diversita’ in un viaggio tra geografia, storia, storia dell’arte e scienza. A concludere il laboratorio, letture e illustrazioni, che continueranno anche nel pomeriggio, quando studiosi, artisti e intellettuali racconteranno al pubblico il loro Mediterraneo, per ricavare un ritratto che nasca dall’esperienza concreta di uomini e donne che a questo mare appartengono. A Firenze il 12 ottobre attenzione ancora una volta rivolta ai giovani, con proiezioni e letture in ricordo del sindaco La Pira, per concludere il 13 con una serata omaggio ad Adriano e Giorgio Albertazzi, tra immagini, parole e musiche del nostro mare, con Eugenio Bennato e Peppe Servillo tra gli animatori dello spettacolo. Parte dell’incasso della serata verra’ devoluto al progetto Unhcr ‘Educate a child’.

Chiudera’ questa prima edizione di Mediterri-amo, che gli ideatori stanno programmando in un ciclo triennale, ‘Il mare di Shakespeare’, un incontro che partira’ dallo sfondo mediterraneo de ‘La Tempesta’ per rileggere le opere del bardo con studiosi e artisti, alla ricerca tra le righe del fascino che il nostro mare ha sempre esercitato nella cultura europea. “Maurizio ha aperto il suo intervento dicendo: ‘Volevamo fare l’Europa e abbiamo fatto l’Europa delle banche’. Noi- dichiara Onofrio Cutaia della direzione generale dello Spettacolo dal Vivo del Mibact- come istituzione possiamo cercare di sostenere progetti che hanno un senso e sono importanti, come questo, vista la qualita’ e la quantita’ di collaborazioni che Scaparro riesce a mettere insieme, che sono da considerare anche un bene economico. Possiamo far parlare di questo progetto e dunque di un tema che ci attanaglia- prosegue-. Possiamo esserci dentro, anche se con risorse a volte limitate. Ma abbiamo di fronte il prossimo triennio, vediamo se questo progetto- conclude- potra’ avere un sostegno nel tempo”.

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