A due anni salvato da una donazione di midollo. La storia di Tiziana

Una giovane donna che ha deciso di dedicare parte della sua vita alla sensibilizzazione sul tema della donazione in scuole e università

donazione di midolloROMA – Un bambino di due anni salvato grazie ad una donazione di midollo. È la storia di Tiziana, una giovane donna che ha deciso di dedicare parte della sua vita alla sensibilizzazione sul tema della donazione in scuole e università, partecipando anche a ‘Match it now!‘, la settimana nazionale per la donazione del midollo osseo e cellule staminali emopoietiche in corso dal 16 al 23 settembre. L’evento è promosso da Centro Nazionale Trapianti, Centro Nazionale Sangue, Registro Italiano Donatori di Midollo Osseo (Ibmdr), dalla Federazione Associazione Donatori Midollo Osseo (Admo) e dalla Federazione Adoces.

Donazione di midollo, la storia di Tiziana

È il 2004 quando Tiziana scopre che il suo nuovo compagno è iscritto all’Admo come lei. I due si scambiano una promessa: se uno dei due fosse stato chiamato a donare il midollo, l’altro gli avrebbe ‘tenuto la manina’ in ospedale. Gli anni passano, la relazione finisce, ma la promessa non si rompe e quando nel 2011 Tiziana viene contattata per la donazione, il suo ex compagno, in viaggio con lei, la vede con gli occhi lucidi e il sorriso fino alle orecchie e gli basta il un ‘Mi terrai la manina?’ per capire tutto.

Da quel momento è iniziato un bellissimo cammino– racconta Tiziana- durante il quale mi sono lasciata guidare da una dottoressa speciale che mi ha informata, accompagnata, supportata e sopportata, per consentire ad uno sconosciuto bimbo di poco più di due anni, un cucciolo d’uomo che da poco si era affacciato alla vita, di diventare grande e poter godere del calore del sole. Tante sarebbero le cose da raccontare, ma prima fra tutte l’emozione provata al risveglio dall’anestesia. Se chiudo gli occhi e torno a quel giorno- prosegue-, ancora scendono le lacrime di commozione: era una gioia incontenibile, era sentirmi piccola piccola di fronte ad un gesto che per qualcuno sarebbe stato grande grande, era la comprensione che niente sarebbe stato più come prima”.

Un’emozione che per Tiziana non si è fermata all’atto della donazione: “Vedendomi arzilla e pimpante- racconta-, le infermiere mi chiesero se fossi disponibile a parlare con una mamma che in quel reparto aveva entrambi i figli, perché uno dei due avrebbe donato il midollo all’altro il giorno successivo. Era molto preoccupata e avrei voluto saltare giù dal letto e abbracciarla. I suoi occhi, il suo ‘grazie’ anche se per lei non stavo facendo nulla, mi hanno fatto capire l’importanza del dono che avevo fatto a te, fratellino mio. Ho immaginato che quegli occhi fossero quelli di tua mamma, di tutte le mamme che, grazie a uno sconosciuto, possono continuare a veder crescere i loro figli”.

Donazione di midollo, Tiziana non ha più smesso di farlo

donazione di midollo

Da quel momento Tiziana non si è più fermata. Dopo sei mesi, infatti, le arriva un’altra telefonata per aiutare lo stesso bambino: stavolta era richiesta la donazione da circolazione periferica. Una settimana prima dell’inizio della terapia però arriva una seconda telefonata. Il midollo trapiantato aveva ripreso a funzionare, quindi non ci sarebbe stato bisogno di un’altra donazione. Ma Tiziana non ha più smesso di donare. Dopo aver aiutato il suo ‘fratellino di midollo’ continua a donare il suo tempo collaborando con l’Admo nelle giornate di sensibilizzazione nelle scuole e nelle università, partecipando alle manifestazioni nazionali ‘Ehi tu, hai midollo?’ e ‘Match it now!’, raccontando per tutto il giorno la sua esperienza e le sue emozioni.