Voti migliori per gli studenti in apprendistato

I dati provenienti da monitoraggio Enel presentati al Miur

Roma – Gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado inseriti nei progetti di apprendistato di primo livello hanno in media voti piu’ alti dei loro colleghi che non hanno sostenuto lo stesso percorso.

Sono i risultati del monitoraggio effettuato da Enel per il 2015 sugli studenti delle classi quarte e dei quinte inseriti nei progetti aziendali di apprendistato, presentati stamattina al ministero dell’Istruzione a Roma nel corso dell’incontro ‘Apprendistato per il diploma di istruzione superiore: un’alleanza formativa tra scuola e impresa’ alla presenza del sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e del capo dipartimento per la Programmazione e la Gestione delle Risorse Umane Finanziarie e Strumentali Carmela Palumbo.

Non solo Enel, azienda ‘veterana’ dell’apprendistato con 308 studenti inseriti in progetti aziendali attivi dal 2014 (170 selezionati per il biennio 2016-2018). A presentare risultati dei progetti e modalita’ di gestione dei giovanissimi studenti assunti anche Eni (180 ragazzi apprendisti, 134 gia’ attivi) e Allianz Italia (60 ragazzi apprendisti), oltre ai dirigenti scolastici e d’azienda di sette regioni che hanno presentato le esperienze delle 16 start up dell’apprendistato con 329 ragazzi apprendisti, 16 istituti capofila, 80 istituti partner, 134 protocolli tra istituti e imprese, 11 regioni coinvolte per un totale di un milione di euro investiti dal Miur. A testimoniare le esperienze dei circa 1.000 studenti in apprendistato, anche alcuni di loro provenienti da percorsi conclusi o in fase di svolgimento.

“L’apprendistato di primo livello e’ un laboratorio di innovazione dei percorsi formativi del secondo grado- dichiara in apertura Palumbo- Si tratta di un’innovazione difficile da realizzare perche’ si innesta sui percorsi di istruzione e formazione professionale con struttura curriculare, che possono essere organizzati in modo piu’ flessibile. E in questo ambito ci sono state molte esperienze di avanguardia nell’ambito dell’autonomia- sottolinea- un esempio di come una sperimentazione vera e propria abbia preceduto la norma e come la norma possa dar vita ad esperienze nelle scuole”.

Scuole che si sono messe in gioco e sperimentate nel modulare i piani formativi, per garantire agli studenti di coniugare studio e lavoro: “Questa esperienza e’ stata davvero molto impegnativa perche’ ho incontrato due percorsi formativi: quello scolastico, che e’ rimasto lo stesso, e quello formativo aziendale- spiega a diregiovani.it Domenico Calabrese, diciannovenne brindisino ex apprendista di Enel produzione- É stata dura pero’ posso dire che alla fine di questo progetto tutti gli sforzi fatti hanno dato i loro frutti”. E i frutti per alcuni di questi ragazzi consistono, come per Domenico, in un’assunzione a tempo indeterminato. Per tutti rappresentano un vantaggio da far valere sul curriculum al momento dell’ingresso nel mondo del lavoro, ma anche all’interno del percorso scolastico, come dimostra il monitoraggio Enel per il 2015, secondo cui agli esami di maturita’ il 65% degli esamindandi in apprendistato riporta una votazione elevata, tra gli 80 e e i 90/100.

In Enel il primo percorso ha portato ad un bilancio di 145 ragazzi apprendisti, di cui 131 assunti a tempo indeterminato in sette regioni (gli altri sono andati all’universita’ con l’idea di tornare in azienda), 500 tutor aziendali, 240 apprendisti oggi, per un percorso che prevede la frequenza di un giorno a settimana in azienda per il primo e il secondo anno, con l’estate tra quarto e quinto dedicata al lavoro a tempo pieno. Quadro soddisfacente che ha garantito ai ragazzi, selezionati non sulla base dei voti a scuola ma della motivazione, l’acquisizione delle soft skills richieste per lavorare in azienda. Soft skills su cui insistono anche in Allianz, con 32 ragazzi al primo e 28 ragazzi al secondo anno di apprendistato, per tre giorni al mese di frequenza in azienda e l’estate a cavallo tra quarto e quinto dedicata, anche in questo caso, al lavoro. Liceo scientifico, classico, linguistico, delle scienze umane e istituto tecnico commerciale. Gli apprendisti di Allianz hanno i background piu’ vari e imparano in azienda a cooperare, parlare in pubblico, sviluppare capacita’ di problem solving.

“Abbiamo iniziato a muovere i primi passi, individuando le scuole con gli indirizzi utili per nostre attivita’- spiega poi Domenico Noviello, executive vice president legislazione e contenzioso del lavoro di Eni- Abbiamo sottoscritto accordi con istituti, selezionato gli studenti su criteri oggettivi, ma anche sulla base della motivazione”. Ed e’ sull’aspetto motivazionale che si basano anche le aziende che selezionano gli studenti nei progetti di start up per l’apprendistato, dalle 38 imprese di Imola al distretto Meccatronica Sicilia che ne raccoglie 150. “La scuola sta cambiando, non e’ uno slogan- dichiara Toccafondi- Oggi abbiamo un esempio di questo cambiamento e facciamo parlare voi che avete fatto un percorso, docenti, ragazzi e aziende. É un cambiamento che non fa venire meno la missione della scuola- sottolinea il sottosegretario-. Si aggiornano il percorso e la metodologia didattica. Questa e’ la via italiana al sistema duale tedesco, realizzata seguendo le esperienze nate all’interno del percorso scolastico. Gli studenti firmano un contratto di apprendistato e la particolarita’ e’ che il 35% circa delle ore di lezione del quarto e quinto anno sono svolte in azienda per comprendere ‘sul campo’ le materie tecniche coerenti con l’indirizzo scolastico. I docenti sono costituiti anche dalle figure aziendali. Per rendere possibile tutto questo parte delle ore di indirizzo del percorso di studi e di laboratorio possono essere svolte in apprendistato. Questa e’ scuola a tutti gli effetti- conclude- alle conoscenze si affiancano le competenze”.