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Brevettata la pila eterna: è l’invenzione di un ricercatore italiano

pila eternaROMA – Come sarebbe se esistessero batterie che non si scaricano? Un sogno che, presto, potrebbe diventare realtà grazie a un ingegnere elettronico italiano. Di Voghera per la precisione. È a lui che si deve il brevetto della pila eterna.

Si chiama Gianni Lisini ed è ricercatore dello Iuss-Eucentre di Pavia, già ridefinito da molti il nuovo Alessandro Volta. L’invenzione è stata resa nota, per la prima volta, nel 2014 quando Lisini ha iniziato le pratiche per ottenere il brevetto, poi riconosciuto. L’ingegnere ha lavorato tanti anni da solo e alla fine ha inventato un sistema per gestire un accumulatore ibrido formato da una batteria chimica e da un set di “supercapacitori” in grado di immagazzinare cariche per migliaia e migliaia di farad (l’unità di misura della capacità elettrica). Il risultato è che il numero di cicli di ricarica diventa elevatissimo, quasi infinito. Nella pratica, la batteria inventata da Lisini può potenzialmente durare dai 15 ai 20 anni. Un lasso di tempo che potrà essere allungato grazie a delle correzioni successive.

“Per ora – ha spiegato l’ingegnere 40enne a La Provincia Pavese -, l’applicazione di questo sistema è immaginabile soprattutto su scala industriale ma sarebbe possibile anche, ad esempio, per l’alimentazione delle batterie delle biciclette a pedalata assistita”. Una prospettiva positiva che gioverà anche all’ambiente: “Si tratta di un meccanismo pulito. Le componenti – ha chiarito Lisini – sono a base di nanotubi di carbonio, senza metalli pesanti”. In poche parole totalmente eco.