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Memorial Stefano Cucchi. Piotta, Assalti Frontali e Pesce voci degli ultimi

memorial stefano cucchiROMA – “Ognuno, in un momento della sua vita, può essere un ‘ultimo’ o essere considerato tale. Nessun ‘ultimo’ deve poter subire un trattamento come quello che ha subito Stefano Cucchi. Anzi. Proprio in un momento di difficoltà in cui si è più fragili, un ragazzo dovrebbe essere aiutato e non schiacciato come è successo”. Tommaso Zanello, in arte Piotta, parla così ai microfoni della Dire, intervistato in occasione del terzo Memorial Stefano Cucchi che si terrà il 1° ottobre a Roma. Dopo la maratona al Parco degli Acquedotti, a partire dalle 19, la seconda parte della giornata si svolgerà all’ex Dogana San Lorenzo, dove insieme ad altri, il rapper romano si esibirà dal palco “innanzitutto per ricordare Stefano. Tante persone si sono immedesimate in lui perché quello che gli è successo potrebbe accadere a tanti cittadini”.

“Bisogna tenere sempre alto il supporto a Ilaria Cucchi e a tutta la famiglia di Stefano che sta lottando con tutti i mezzi legali possibili per la memoria del loro fratello e figlio, ma anche per tutte le vittime di abusi e per tutti noi”, ha aggiunto il cantante.

Insieme a lui, ci saranno gli Assalti Frontali, gruppo underground rap, anche loro romani e famosi per l’impegno politico presente in ogni canzone. Luca Mascini, in arte Militant A, ha spiegato con quale spirito il gruppo sarà nuovamente presente al Memorial: “Lo facciamo con il cuore: in quasi tutti i concerti ricordiamo Stefano. Dobbiamo conoscere i nostri diritti ed essere abbastanza forti per farli valere. Ricordare quali sono è un lavoro che va fatto sempre anche incontrando e confrontandosi sui diritti della nostra democrazia con altri artisti. La cosa importante è non aver paura. Tutte le volte che ci sono abusi, soprusi di persone in divisa o meno, non bisogna avere paura. Bisogna parlarne e non avere paura della paura. Bisogna combattere la solitudine di chi è stato oggetto di violenze e non lasciarlo solo”.

Anche per l’attore e cantante Edoardo Pesce “Nessun ragazzo deve essere lasciato solo e se sta male, anzi, è quello il momento di intervenire”.

“Mi fa rabbia – ha aggiunto Pesce – quello che è successo a Federico Aldrovandi e la poca trasparenza come nel caso di Giuseppe Uva. Mi fanno rabbia gli abusi soprattutto nel caso in cui siano commessi da uomini in divisa. Anche se il cambiamento deve partire dall’alto e dalla politica, io il 1° ottobre vorrei dare il mio contributo attraverso una canzone che si chiama ‘Sor sanpietrino’, che rappresenta la gente tignosa che non si arrende anche se sta in basso. Di Ilaria Cucchi mi ha colpito proprio la forza, la caparbietà, la capacità di non arrendersi, la grande dignità. Come la mamma di Federico o la sorella di Giuseppe: tutte donne straordinarie”.