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Woody Allen e le molestie sessuali, il figlio svela tutta la verità

Woody Allen e le molestie sessualiROMA – Tutta la verità può finalmente venire a galla. La storia di Woody Allen e le molestie sessuali viene oggi chiarita dal figlio del regista. A parlare, dopo tanti anni, è Moses, il figlio adottivo di Allen e di Mia Farrow. O meglio lo ha scritto nel suo nuovo libro di prossima uscita, Start to Finish: Woody Allen and the Art of Moviemaking.

Woody Allen e le molestie sessuali, una storia che dura dal 1992

Sin dal 1992, Allen è stato accusato dalla ex moglie  – la Farrow – di aver molestato la figlia adottiva Dylan, all’epoca di sette anni, nella casa di campagna in Connecticut di proprietà della donna. La bambina confermò tutto e disse di essere stata abusata sessualmente dal padre. Le indagini avevano rivelato alcune contraddizioni nella storia ma un giudice di Manhattan aveva dato lo stesso ragione a Mia Farrow. I due ex coniugi lottavano per la custodia dei due figli che, per questo episodio, Allen perse. Il regista fu definito un “egocentrico, inaffidabile e insensibile”.

Woody Allen e le molestie sessuali, la verità di Moses

Oggi trentanovenne Moses nega tutto. “Ora che non vivo più nel terrore delle sue reazioni, – ha raccontato l’uomo – posso dire come lei ci ha fatto il lavaggio del cervello. È ovvio che Woody non ha molestato Dylan. Lei gli voleva bene e non vedeva l’ora di vederlo. Non si è mai nascosta da lui finché nostra madre non gli ha creato intorno un’atmosfera di paura e di odio”. La storia delle molestie sessuali sarebbe, quindi, tutta un’invenzione di Mia Farrow. Una ripicca per il fatto di essere stata lasciata da Allen per Soon – Yi,  adottata con il suo secondo marito, André Previn.

In quegli anni difficili, ogni cosa era decisa dalla Farrow. Per questo Moses si convinse a non dire nulla: “Avevo tredici anni, e pensavo che la mentalità giusta fosse quella. Stavo dimostrando lealtà verso mia madre. Lei aveva già messo le cose in chiaro: ‘se non siete con me, siete contro di me. Siamo in guerra”.