Alternanza scuola-lavoro, Fedeli: deve essere percorso formativo

ROMA – “La cosa importante è riconoscere che è fondamentale questa nuova innovazione didattica che abbiamo immesso all’interno della scuola perché significa superare una tradizionale separazione tra i saperi teorici e i saperi che derivano dall’esperienza di alternanza scuola-lavoro”. Così la ministra Valeria Fedeli, intervenuta questa mattina su Radio 24 nel programma “Si può Fare”.

Dopo le manifestazioni di ieri, giornata in cui gli studenti sono scesi in piazza in molte città italiane, la ministra conferma che “ci sono delle criticità” ma “la maggioranza dei ragazzi che sono scesi in piazza” non ha chiesto di cancellare l’alternanza ma di farla meglio. Una delle criticità ha sottolineato la ministra “non è il numero delle ore ma la qualità del progetto formativo”.

“Dobbiamo rendere responsabili chi accoglie i ragazzi”, devono offrire un “percorso di formazione e non di sostituzione di lavoro”. Perché – prosegue Fedeli – “l’alternanza scuola lavoro non è apprendistato, è didattica, è contenuti formativi nuovi”. Questo va spiegato “alle aziende ma anche a chi nella scuola deve accompagnare i ragazzi, che deve costruire la qualità del progetto formativo con gli enti che accolgono” e si può fare sostenendo “di più i tutor scolastici e quindi i docenti che devono avere una formazione adeguata per sostenere questa innovazione didattica”.

sciopero alternanza

Rispetto alle polemiche sull’alternanza scuola-lavoro da McDonald’s la ministra sottolinea come se è vero che “friggere le patatine non va bene” bisogna ricordarsi che “McDonald’s è una realtà del lavoro, una rete internazionale” dove poter apprendere competenze organizzative, manageriali così come procedimenti utilizzati per la scelta, la selezione, la distribuzione e la valutazione qualitativa dei prodotti.

 

“Comprendere lo schema di lavoro pratico non significa sostituirsi al lavoratore, è giusto conoscere cosa significa un ambiente di lavoro,i tempi, le regole e le condizioni di un ambiente di lavoro” aggiunge la ministra. L’alternanza scuola-lavoro la fai “per acquisire competenze trasversali che acquisisci nell’insieme dei luoghi di lavoro” per questo non è necessario farla solo in luoghi collegati al proprio percorso di studi: “può esserci una corrispondenza con il percorso di studi ma anche con il territorio”.

L’appuntamento per approfondire e migliorare l’alternanza scuola-lavoro è “il 16 dicembre agli stati generali che ho voluto e proposto perché chiamo a responsabilità sulla qualità, sulla verifica e sul controllo dei progetti tutti i soggetti della rappresentanza dell’economia reale”.