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Ora solare il 29 ottobre: lancette indietro per un’ora di sonno in più

ora solare 2016ROMA – I “gufi” possono gioire: questo week end si dorme un’ora in più.
Nella notte tra il 28 e il 29 ottobre si dovranno riportare indietro di un’ora le lancette dell’orologio per il ritorno dell’ora solare.
Il passaggio avverrà precisamente alle 3 del mattino di domenica (che torneranno ad essere le 2), ma non abbiate timore.
I nuovi dispositivi che regolano la nostra vita, come pc, smartphone e televisori, sono predisposti per l’aggiornamento automatico.
Manualmente bisognerà sincronizzare solo i classici orologi.
L’ora solare durerà fino alla notte di sabato 24 marzo, quando si darà il benvenuto all’ora legale.

dormire sonno

Ora solare: cosa cambia?

In sostanza, si torna all’ora “normale” della Terra.

Dormiremo un’ora in più, ma lo scotto da pagare sarà avere un’ora di luce in meno durante il giorno.

Quali sono gli effetti dell’ora solare?

Diversi studi hanno dimostrato che nei giorni successivi al passaggio da ora solare a legale e viceversa, può avvenire l’effetto jet lag, ossia qualche disturbo dovuto all’alterazione sonno-veglia.

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Perché l’ora solare viene sostituita dall’ora legale?

L’Europa ha stabilito che nell’ultima domenica di marzo si passi all’ora legale, ovvero si porti l’orologio in avanti di 60 minuti.

L’ora legale “nacque” a Londra nel 1916, quando la Camera dei Comuni approvò il cosiddetto British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un’ora in avanti durante l’estate.
Anche l’Italia aderì all’iniziativa, così come altri Paesi, perché in tempo di guerra il risparmio energetico era fondamentale.
Nel corso degli anni fu sospesa, abolita e ripristinata diverse volte.
Dal 1996, furono stabiliti in Italia i tempi dell’ora legale, ufficializzati da una legge nel 2010: inizio alle ore 2:00 del mattino dell’ultima domenica di marzo per terminare alle 3:00 del mattino dell’ultima domenica di ottobre.

Mandare avanti le lancette degli orologi per risparmiare energia elettrica è un’idea nata dalla guerra, che trova ancora più validità oggigiorno.
In Italia, ad esempio, Terna, la società che gestisce i flussi di energia elettrica sulla rete ad alta tensione, ha stimato che tra il 2004 ed il 2007 l’adozione dell’ora legale ha consentito un risparmio di oltre 2,5 miliardi di kilowattora, per un controvalore di 300 milioni di euro.