Salvatore il pulitore

Salvatore il pulitore

Il progetto dell’IIS ‘Luigi Savoia’ – Chieti, per il contest ‘Percorsi di legalità’.


DESCRIZIONE: testo narrativo ispirato al Articolo 9 – Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.di Bibiano Lorenzo, Ceccomancini Levante, D’Aurelio Greta, Di Carlo Beatrice, Di Giovanni Alessia, Pescara,; Febbo Genesio; VC LSA


C’era una volta…
un regno abitato da fatine e animali rispettosi dell’ambiente. Si trattava di un vasto bosco incantato, curato e pulito, in cui c’erano alberi di tutti i colori con i fiori più grandi e profumati nei quali gli abitanti costruivano le loro dimore. Era un luogo di pace molto ammirato, dove gli arcobaleni erano all’ordine del giorno e chiunque poteva sentirsi al sicuro e felice. Le priorità delle fatine erano l’ordine e l’igiene, e in loro aiuto, sempre disponibili, c’erano Capriolo Spazzalvolo molto abile nel suo lavoro, Tasso Puliscibasso che per spazzare era un asso, Civetta Lavainfretta veloce come una saetta, Riccio Toglimpiccio che per ogni macchia aveva un piccio. Ma la regina delle fatine Chloe, la più bella fra tutte, non era al corrente del progetto degli umani di voler abbattere il vasto bosco per la costruzione di palazzi e industrie. Fu così che un brutto giorno il regno fatato iniziò ad ammalarsi e a cambiare il suo nome da HygeneVille in TrashVille. Quella degli umani era una popolazione a cui non interessava del rispetto dell’ambiente e che non si faceva problemi nell’inquinare ciò che li circondava, forse perchè non aveva mai vissuto fra il pulito, forse perchè era svogliata. A spiccare tra tutti loro c’era Salvatore Il Fumatore, con il suo carattere menefreghista. Un uomo sulla trentina, tanto alto quanto grasso, sporco e trasandato, che era solito lasciare una scia di cattivo odore ovunque andasse, un mix tra fumo e alcool. Ricco imprenditore, era lui a capo del progetto di disboscamento e costruzione. Un giorno Salvatore, mentre passeggiava, lanciando una lattina accartocciata colpì uno dei pochi alberi rimasti, vedendo spuntare dalla sua chioma una bellissima fatina, turbata dal fastidioso rumore. Era Chloe, con il suo viso roseo, dolce e grazioso, grandi occhi verdi che le donavano uno sguardo incantevole, lunghi capelli biondi ondulati che si muovevano con il vento, sui quali poggiava una corona di fiori il quale profumo però era coperto dallo smog delle automobili. Aveva un paio di ali a forma di foglia e indossava un vestito lungo e candido ma che stava perdendo lucentezza con l’inquinamento. Lei si girò attorno, fermandosi a fissare l’imprenditore trasandato, con uno sguardo spregevole. Lui affascinato dalla sua rara bellezza le andò incontro con la speranza di poter udire la sua voce, e, iniziando a parlare, la fatina disperata cominciò a raccontargli la storia di Hygeneville, rivelando inoltre del poco tempo che restava da vivere a lei e alla sua famiglia a causa della scarsa pulizia. Salvatore in un primo momento rimase impassibile all’ascolto di queste parole, trovando il tutto più che normale, e proseguì per la sua strada ricoperta di rifiuti, lasciando la fatina attonita e infastidita. Dopo qualche giorno passato a pensare a Chloe, il ricco imprenditore, accorgendosi di esserne innamorato, decise di trovare una soluzione per salvare lei e la sua famiglia sperando in questo modo di ottenere amore e fiducia, nonostante fosse per lui una grande sfida. Iniziò a pensare e pensare, e, finito di prendere una decisione, annunciò alla popolazione di aver intenzione di vivere una vita migliore in un posto più igienico e quindi di non voler attuare i lavori di disboscamento per la costruzione di palazzi e industrie, ma ripulire lui stesso l’intero villaggio da smog e rifiuti, facendosi aiutare dai famosi animali che gli aveva nominato Chloe parlando di HygeneVille. All’udire di questa decisione gli abitanti e dipendenti del progetto edile cominciarono ad alterarsi, non per il cambiamento del villaggio, ma piuttosto perché gli animali avrebbero preso il loro posto di lavoro, dando il via ad una protesta, passando intere giornate ad inquinare, bruciando rifiuti tossici e rilasciando nell’aria CO2, distruggendo in questo modo la vegetazione. Le condizioni ambientali peggioravano di giorno in giorno; gli alberi erano spogli, i fiori appassiti, frequenti le piogge acide, e sempre più alto era il numero di fatine che finivano per trovarsi in punto di morte. Salvatore vedeva il suo desiderio allontanarsi sempre di più, fino a quando, per risolvere il problema, decise saggiamente di trasformare la sua azienda in una impresa di pulizia, includendo al lavoro sia gli animali che i suoi lavoratori, placando così la rivolta che stava ostacolando il suo obiettivo. Si iniziarono da subito a notare i cambiamenti, anche piccoli che fossero, e Chloe, che inizialmente sottovalutava Salvatore, stupita dal suo comportamento iniziò a prendere fiducia in lui, trascorrendo inoltre del tempo insieme. Al tramonto di una sera di primavera, i due si diedero appuntamento in un colorato parco, e dopo un affettuoso bacio sotto il verde vischio, Salvatore le chiese di sposarlo. Chloe, pensando al villaggio tornato pulito e profumato, e al suo regno scampato alla morte, fu felice di rispondere con un sì, facendo spuntare dagli alberi fatine e animali pronti a fare festa, che le cucirono uno splendido vestito per la cerimonia. Si celebrò il matrimonio più bello del “nuovo” villaggio, allegro e coinvolgente, e fu così che ad HygeneVille vissero di nuovo tutti felici e contenti.

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