Rime dure nel nuovo rap di Assalti Frontali “Piazza Indipendenza”

Rime dure nel nuovo rap di Assalti Frontali “Piazza Indipendenza”

Il gruppo denuncia in musica quanto accaduto nella storica piazza romana lo scorso fine agosto

Roma – Esce il nuovo singolo degli Assalti FrontaliPiazza Indipendenza”: uno storytelling rap, una poesia che in alcuni tratti diventa un manifesto. È forte il “racconto” in musica che il gruppo fa di quanto accaduto a fine agosto a Roma in Piazza Indipendenza; la band va oltre il singolo episodio e canta di occupazioni, di giustizia e d’ingiustizia. Se non loro chi avrebbe potuto cantare di sgombri e occupazioni? Da oltre venticinque anni ASSALTI FRONTALI è sinonimo di rap, di rime dure e pure, poetiche e limpide ma soprattutto mai banali. Nel 1991, con “Batti il tuo tempo”, furono tra i primissimi a cantare in italiano; da allora, una lunga carriera fatta di successi e migliaia di fan.
In un momento in cui il rap ha grande successo commerciale in Italia, la vecchia scuola Assalti è sempre sul pezzo e senza lasciare la strada, con una grande e incessante attività live, e con la lirica di strada di Militant A e Pol G, continua a parlare di realtà in modo forte e vero.

Assalti Frontali – Piazza Indipendenza (Sti bastardi sò gajardi Mixtape Version)

LA BAND PARLA DEL SINGOLO “PIAZZA INDIPENDENZA”

Fine agosto, caldo bollente, Militant A è su una spiaggia come milioni di italiani a prendere il sole e godersi il mare, il caldo feroce ricorda Mogadiscio, Addis Abeba, culle della civiltà e dell’umanità, in quel momento a Roma, a Piazza Indipendenza, viene sgomberato un palazzo con 400 persone, rifugiati etiopi, eritrei, somali, che convivono pacificamente da tre anni e hanno conquistato lo “ius soli” da soli. La battaglia dura alcuni giorni, i celerini caricano con gli idranti e la nota frase “spezzategli un braccio”. Gli occupanti rispondono con la loro dignità, anche i bambini e le bambine sono pronte a difendere le loro cartelle e il loro primo giorno a scuola. Avvenimenti di cui si discute ovunque, nei giornali, in strada, in spiaggia. Il testo racconta com’è percepito lo sgombero a cento chilometri di distanza, un dialogo in spiaggia tra persone che erano vicine e diventano lontane, un rapper, uno spazzino, un tassista, compagni per un pezzo di strada, all’improvviso diventano ostili per quello che sta succedendo poi si riavvicinano, viviamo un tempo dove gli avvenimenti cruenti si susseguono, a volte siamo uniti, altre divisi e le divisioni ci attraversano trasversalmente. Emerge nella canzone quanto sia importante un edificio occupato come quello di “Piazza indipendenza” (che porta nel suo nome un destino), anche per chi ne ha paura e lo insulta senza conoscerlo veramente. È importante rompere le catene e non solo quelle dei cancelli… anche quelle mentali. Rompere le catene è importante… non solo quelle dei cancelli (anche quelle mentali).

A PROPOSITO DEL BRANO

Il testo di PIAZZA INDIPENDENZA è di Militant A, il Ritornello di Pol G, la base è un classico dell’hip hop con pianoforte e synth addizionale suonato da Stefano Vicarelli componente del gruppo “La batteria” e Mixato da Bonnot.

A un anno dall’uscita di “Mille Gruppi Avanzano”, il nono album, “Piazza Indipendenza” apre una nuova stagione del gruppo che annuncia l’intenzione di far uscire singoli inediti a breve scadenza per i prossimi mesi, come si usava alle origini, a volte in versione mixtape (come questo), a volte con produzioni proprie.