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E.T. l’extra-terrestre, 7 curiosità sul capolavoro di Steven Spielberg

ROMA – Ha compiuto 35 anni lo scorso 11 giungo “E.T. l’extra-terrestre”, il capolavoro assoluto di Steven Spielberg.
Una storia semplice, emozionante e coinvolgente, arricchita dagli effetti speciali e dalla colonna sonora che valsero i Premi Oscar rispettivamente a Carlo Rambaldi e John Williams.

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Secondo la biografia di Michael Jackson: The Magic and the Madness, scritta dal giornalista J. Randy Taraborrelli, il cantante pop aveva sviluppato un profondo attaccamento alla storia di E.T. Dopo un servizio fotografico per l'album della colonna sonora in cui un robot animatronic del personaggio extraterrestre ha abbracciato Jackson, il cantante ha affermato con meraviglia: "Era così reale che parlavo con lui. L'ho baciato prima di andarmene. Il giorno dopo già mi mancava"

SINOSSI

In una foresta della California, un gruppo di botanici alieni preleva campioni di vegetazione.
Appaiono degli agenti del governo USA e gli alieni fuggono a bordo della loro nave spaziale, ma involontariamente lasciano indietro uno di loro, abbandonandolo.

Nel frattempo, in una casa suburbana di Los Angeles, un bambino di nome Elliott, nove anni, che ha il padre in Messico per lavoro, trascorre la serata con suo fratello maggiore Michael e gli amici di quest’ultimo.

Quando esce a prendere la pizza, Elliott scopre l’alieno, il quale prontamente fugge.
Nonostante la famiglia non gli creda, il ragazzo lascia dei dolcetti nella foresta per condurre l’alieno da lui.

Una sera l’extraterrestre fa visita a Elliott, consegnandogli i dolcetti, e questo, entusiasta, nasconde l’alieno per non farlo vedere alla famiglia.