SuperLuna del 1 gennaio: il 2018 inizia con lo spettacolo della Luna

Il nuovo anno inizia con il fascino della SuperLuna

Il nostro satellite, nella sua fase di Piena, splenderà più grande e luminoso del solito il 1 gennaio.

ROMA – Il 2018 si apre con il fascino della SuperLuna.
Il nostro satellite splenderà più grande e luminoso del solito il 1 gennaio.
La Luna, infatti, raggiungerà quel giorno la fase di Luna Piena, in prossimità del proprio perigeo: disterà dalla Terra “solo” 356.846 km (la distanza media è poco più di 384.000 km).
Dunque sarà un po’ più vicina, più luminosa e un po’ più grande del solito, condizione questa che viene ormai popolarmente indicata come ‘Superluna’.
Ma la SuperLuna del 1 gennaio non sarà sola: il 31 del mese arriverà una seconda Superluna.
Il nostro satellite disterà dalla Terra 360.199 km.

SuperLuna del 31 gennaio

La Superluna del 31 gennaio è molto complessa.
Oltre ad essere caratterizzata da un’eclissi lunare (che interesserà gli Stati Uniti occidentali), sarà anche una “Blue Moon”.
No, la Luna non diventerà blu.
In campo astronomico, quando si verifica un doppio plenilunio nello stesso mese, ci si riferisce alla seconda Luna Piena come “Luna Blu”, o “Blue Moon”.

Inoltre, l’eclissi di Luna Piena è popolarmente definita “Luna di Sangue”.
Dunque, quella del 31 gennaio sarà un’eclissi di “Superluna Blu di Sangue”!

Blue Moon

Il nome “Blue Moon” si pensa risalga ad un errore d’interpretazione.
Inizialmente, gli antichi si basavano sul calendario lunare, diviso in 4 stagioni da tre mesi ognuna.
Quando in una stagione si verificavano quattro pleniluni anziché 3, allora veniva chiamata “Blue Moon”.
Tuttavia nel 1946, a causa un qui pro quo, James Hugh Pruett (1886-1955), un astronomo dilettante che scriveva per la rivista Sky & Telescope, interpretò la definizione “Luna Blu” come la seconda Luna piena di un mese.
L’errore fu ripetuto in un programma radiofonico nel 1980, e da allora la definizione Luna Blu venne diffusa popolarmente e assunse il significato che conosciamo oggi.
L’origine del nome vero e proprio Blue Moon non è chiara: pare che il termine derivi dall’antico nome “belewe moon” (belewe è un termine aglosassone arcaico per betrayer), luna traditrice.

Una luna blu si verifica regolarmente circa una volta ogni 2,7 anni, circa 7 volte ogni 19 anni.

Un ciclo lunare è lungo 29,53 giorni, l’anno è dato da 365,25 giorni.
Ciò significa che in un anno vi sono 12,37 cicli lunari.
Essendo 12 i mesi in un anno, vi sono di norma 12 lune piene.
Ma quello 0,37 di avanzo si somma di volta in volta, cosicchè ogni 2,7 anni si ha una Luna piena in più.

Sebbene non così rara, nei paesi anglosassoni si utilizza la frase “once in a blue moon”, analogo al nostro “una volta ogni morto di Papa”.

Ma la Luna può davvero diventare blu?
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Ebbene sì, dicono gli scienziati.
O meglio, si tratta di un effetto ottico.
Se c’è stato un recente incendio boschivo o un’eruzione vulcanica che pompa una quantità di fumo significativo o cenere nell’alta atmosfera, è possibile che la luna assuma una tonalità bluastra.
Proprio un tale evento si verificò a fine settembre del 1950, quando il fumo di un incendio boschivo in Canada causò l’effeto “blu” nella parte orientale del Nord America.
L’eruzione del Monte Pinatubo nel giugno del 1991 ha creato lune blu da varie prospettive di tutto il pianeta.

La Luna di Sangue

Il nostro satellite viene definito poeticamente “Luna di Sangue” o Blood Moon durante un’eclissi lunare.
Questo perché la rifrazione della luce durante il fenomeno le dona un colore rossastro.

Quando il nostro satellite entra nel cono d’ombra della Terra la luce del Sole non arriva diretta alla Luna, che riflette, invece, quella filtrata dal nostro pianeta.
L’atmosfera terrestre diventa un prisma e la luce del Sole viene scomposta.
Mentre la luce verde e la luce blu vengono sparpagliate nell’aria, quella rossa rimane meno diffusa, riuscendo a raggiungere la Luna.

Il nostro satellite la riflette, e sulla Terra viene quindi percepita una colorazione rossastra.