Spotify viola il copyright, causa per 1.6 miliardi di dollari

Le accuse arrivano dall’editore Wixen Music che detiene i diritti d’autore di molte canzoni al centro della causa

Spotify viola il copyrightROMA – Guai in vista per Spotify. La piattaforma di streaming avrebbe violato il copyright, appropriandosi di alcune decine di brani senza avere la giusta licenza per utilizzarli. Dall’altra parte della barricata a lanciare le accuse è l’editore Wixen Music che detiene i diritti d’autore delle canzoni in questione. Tra queste numerosi pezzi di Tom Petty, Neil Young, Stevie Nicks e dei The Doors. Per la presenza di questi brani, Spotify ora potrebbe essere costretta a pagare un risarcimento di 1.6 miliardi di dollari. Una cifra imponente che si aggira intorno all’1.37 miliardi di euro.

Secondo i documenti depositati lo scorso 29 novembre, Spotify avrebbe acquistato – tramite la Harry Fox Agency – diritti sbagliati. Non quelli per poter operare un servizio di distribuzione meccanica, ovvero di streaming musicale online. Una condizione che secondo Wixen si estende ad “almeno il 21% dei 30 milioni di canzoni del catalogo di Spotify”. La Harry Fox Agency, quindi, avrebbe affossato Spotify essendo “mal equipaggiato per ottenere tutte le necessarie licenze”. “Di conseguenza — si legge ancora nei documenti — Spotify ha costruito un business miliardario sulle spalle degli autori e degli editori la cui musica sta utilizzando, in molti casi, senza ottenere e pagare le licenze necessarie”.

Ora a decidere sarà un giudice ma la piattaforma già trema. Per l’azienda svedese è, tra l’altro, un periodo delicato. Sembra, infatti, tutto pronto per la sua tanto agognata quotazione in borsa che dovrebbe avvenire già nel primo trimestre del 2018.

Non è la prima causa per Spotify

Non è la prima volta che Spotify si trova in una situazione del genere. Lo scorso maggio l’azienda si è accordata per il pagamento di 43 milioni di dollari volto a evitare una class action capitanata dagli autori David Lowery e Melissa Ferrick. A luglio, invece, sempre per via dei diritti sono arrivate le cause di due editori musicali di Nashville, Rob Gaudino e Bluewater Music.