‘Futura’, 19 canzoni rap contro solitudine e bullismo

BOLOGNA – Amicizia, bullismo, solitudine e rispetto. Sono questi gli argomenti che i ragazzi di una scuola media di Milano, in zona Bonola, hanno voluto incastonare in 19 canzoni rap, scritte durante un laboratorio fatto per la prima volta in orario curricolare.

Tra un’ora di italiano e una matematica: per la gioia dei ragazzi, un po’ meno degli insegnanti“, scherza Daniele Vitrone, in arte Diamante, il rapper che ha tenuto queste ‘lezioni’ tra ottobre e dicembre in 19 classi e che oggi a Bologna, nel corso della tre-giorni “Futura”, organizzata dal ministero dell’Istruzione a Palazzo Re Enzo, ha raccontato la sua esperienza.

L’obiettivo del progetto, messo in piedi da una cooperativa sociale vincitrice di un bando del Comune di Milano, era stimolare i giovani alla cittadinanza attiva. E cosi’ Diamante ha portato tra i banchi di scuola la cultura hip hop, spiegandone le origini e dovendo anche vincere qualche stereotipo dei ragazzi, che pensavano al rap come solo a una questione di soldi e di droga.

I valori fondanti dell’hip hop sono la pace, l’unita’ e il divertimento– spiega Diamante- nasce negli Bronx degli anni ’60 e ’70 come risposta alle guerre tra bande“. Ai ragazzi, dunque, e’ stato spiegato che grazie all’hip hop “si puo’ creare valore dalle situazioni di sofferenza e criminalita’- sottolinea il rapper- i ragazzi hanno capito i valori alla base di una cultura diventata alla moda e come stare meglio insieme agli altri. Hanno capito che dove c’e’ sofferenza, con il dialogo si puo’ creare qualcosa di bello”.

Ogni classe ha composto una canzone (ne sono nate 19) e il testo “e’ stato scritto da tutti gli alunni della classe, insieme, analizzando parola per parola“. Due classi saranno a Bologna domani per eseguire i loro brani sul palco allestito a Palazzo Re Enzo. Diamante e’ molto soddisfatto. “Da anni faccio laboratori con i ragazzi delle medie e delle superiori, al pomeriggio– racconta- ma e’ la prima volta che lo faccio in orario curricolare. So che servono fondi, ma e’ un’esperienza assolutamente da replicare“.

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