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Memoria, attraverso le foto gli studenti raccontano le leggi razziali

BOLOGNA – La memoria dei giovani attraverso le foto. Raccontano così un pezzo di storia gli studenti del liceo “Laura Bassi” di Bologna.

Cos’e’ la Shoah? Cosa hanno rappresentato nella storia italiana le leggi razziali volute dal fascismo e promulgate dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III nel 1938? Cosa sanno i ragazzi di oggi di queste due drammatiche pagine della storia mondiale? Per provare a dare risposta a questi e altri interrogativi, a 80 anni dalle leggi razziali e in occasione della Giornata della Memoria, l’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna ospita la mostra ‘Il rumore del vuoto’.

L’hanno realizzata appunto gli studenti del liceo “Laura Bassi” di Bologna sotto la direzione delle professoresse Luchita Quario e Maria Giovanna Bertani. L’iniziativa e’ coordinata dal progetto conCittadini dell’Assemblea legislativa.

Memoria, lunedì l’inaugurazione della mostra

L’appuntamento per il taglio del nastro della mostra e’ per lunedi’, 22 gennaio, alle 12.30 nei locali dell’Assemblea legislativa in viale Aldo Moro alla presenza, tra gli altri, di Simonetta Saliera, presidente del Parlamento di viale Aldo Moro, delle insegnanti e degli studenti, di Daniele De Paz, presidente della Comunita’ ebraica di Bologna, e di Alberto Sermoneta, Rabbino capo del capoluogo emiliano.

“I 12 pannelli della mostra raccontano una delle pagine peggiori della nostra storia: quella delle persecuzioni razziali. Abbiamo deciso di farlo con il volto di Lucia, ragazza espulsa da scuola e poi morta nei lager a 28 anni, dei professori licenziati perche’ di religione ebraica, delle sorelle Senigallia cacciate da scuola o di Susanna e Franca che a scuola poterono rimanere perche’ di madre cattolica”, spiega Saliera, che sottolinea come “oggi come ieri, e’ importante ricordare e fare memoria, specialmente per le giovani generazioni ormai orfane di testimoni diretti di quella tragedia che ha insanguinato il mondo.

Consapevoli del pericolo che l’umanita’ potrebbe correre se prevalesse di nuovo l’indifferenza e non si ricordasse il testamento dei tanti deportati nei campi di concentramento come disse Piero Calamandrei, a Milano nel 1955, rivolgendosi agli studenti con il suo Discorso sulla Costituzione”.