Auschwitz, Andra Bucci agli studenti: “Vi racconto l’orrore”

Oswiecim (Polonia) – Si sono salvate grazie a un’anomalia, un ‘escamotage’. Le sorelle Bucci, come la maggior parte dei pochi sopravvissuti dei campi di sterminio tedeschi, non sono morte grazie a un’intuizione di qualche coraggioso o semplicemente a una svista delle guardie nel momento della selezione. I tedeschi, infatti, le avevano scambiate per gemelle, ‘ottime’ quindi per gli esperimenti e non da mandare a morte immediata.

È questo che Andra ha raccontato ai circa 100 studenti che questa mattina, sfidando neve e freddo, hanno fatto visita ai campi di sterminio di Birkenau e Auschwitz, nel corso della seconda giornata del viaggio della Memoria organizzato al Miur in collaborazione con l’Unione delle comunità ebraiche d’Italia.
Andra, più giovane rispetto a Tatiana di due anni, ha ripercorso sulla ‘Bahnrampe’ di Birkenau la sua esperienza da deportata: flebili ricordi, qualche flashback (all’epoca Andra aveva appena 4 anni), ma quanto basta per dire un’idea dell’orrore vissuto.

“Colpevole di non ricordare”

“Mi sento colpevole”, ha detto ai ragazzi. “Colpevole di essere sopravvissuta, colpevole di non ricordare”, dice con gli occhi lucidi. “Eppure all’epoca non piansi e nemmeno mi lamentai.
Io che sono una persona che si lamenta di tutto. I bambini si sanno adattare di più dei grandi e noi ci eravamo adattati a questa nuova vita”.

In quella ‘nuova vita’ le due sorelle si separarono dalla madre con cui si ricongiunsero solo anni dopo, non senza difficoltà.

“Non riuscivamo a riconoscerla- ricorda Andra- è come se nel periodo di prigionia ci fossimo rassegnate ad averla persa”.

Come ricordo indelebile di quella tragedia, un tatuaggio che la più piccola delle due sorelle ha sempre rivendicato orgogliosamente: “Molti reduci se lo sono fatto cancellare per poi pentirsi. È una scelta che non ha senso, non puoi cancellare quanto accaduto. Il tatuaggio e’ dentro di te, non si può cancellare”.

Fedeli: “Riconoscere i germi dell’odio”

“Essere qui oggi significa moltissimo per i docenti, per gli studenti e soprattutto per tutti quelli che sono venuti per la prima volta. Sono convinta che vedere i luoghi dove lo sterminio e’ avvenuto significhi molto per i ragazzi. Mi auguro che riescano a riconoscere i germi dell’odio anche nella realta’ italiana, perche’ tragedie come questa non accadano piu'”. Cosi’ la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, durante la visita del campo di Birkenau nella seconda giornata del viaggio della Memoria organizzato dal Miur con l’Ucei.