A Carnevale ogni scherzo vale, purché non si esageri!

A Carnevale ogni scherzo vale, purché non si esageri!

Si dice “lo scherzo è bello quando dura poco”, ed è proprio così

CarnevaleROMA – Da che mondo e mondo è sempre esistita la burla, lo scherzo tra amici, la presa in giro tra i pari, e nessuno ne ha mai fatto un dramma. Come mai ora c’è una grande mobilitazione intorno a questo tema tanto che ogni atto può essere interpretato come un comportamento violento e/o punibile?

Gli adulti di oggi possono sentirsi spiazzati e non sapere quando e come sia bene intervenire nei confronti dei ragazzi, proprio perché il confine tra scherzo e prevaricazione è molto labile. In tal senso i genitori non sanno se e quando punire i propri figli o gli insegnanti non sono sicuri se sia il caso di fare qualcosa.

Di per sé avere un atteggiamento goliardico verso un compagno è funzionale al proprio sviluppo e crescita personale, aiuta a confrontarsi con l’altro, a misurare se stesso, a riconoscere il proprio valore e il proprio limite, serve a muoversi nel mondo, al di fuori delle sicure relazioni parentali. Tutto ciò ha senso se alla base ci sia una connotazione affettiva e un legame emotivo, per cui lo scopo non è quello di distruggere l’altro ma un modo per entrare in relazione e  per conoscersi meglio. Inoltre, lo scherzo non dovrebbe essere mirato sempre verso la stessa persona e non dovrebbe ripetersi nel tempo, perché in quel caso diventa altro, quello che oggi viene chiamato bullismo.

Perché oggi il legame affettivo sembra essersi spezzato?

Purtroppo la rete, che tecnicamente ha la funzione di connettere le persone, spesso ha creato una distanza per cui non vedendo le persone direttamente, da l’illusione di essere protetti da una schermo, quindi allenta le inibizioni e fa sentire tutti più forti e sicuri. Da un lato può rinforzare la propria autostima ma dall’altro indebolisce le relazioni, perché taglia fuori tutti quegli elementi che attivano l’empatia.

Possiamo immaginare a una discussione tra pari, una cosa è farla di persona, guardandosi faccia a faccia, percependo il timore, il dispiacere , l’emozione dell’altro, i segnali non verbali come il tremore, il rossore, il sudore, così come i propri, le sensazioni, l’accelerazione cardiaca, l’agitazione motoria. Queste sono tutte variabili che rendono umani, che permettono di mettersi dei panni degli altri e che  consentono di mettere un limite alla propria onnipotenza.

Stessa cosa vale per i videogiochi, tanta violenza e l’illusione di poter fare tutto in un mondo virtuale, in cui non c’è tempo, spazio e confini, da la sensazione di poter riprodurre tutto nella realtà, non pensando che delle azioni possano avere delle conseguenza, perché nella vita dopo i game over non si può rimettere avvio, come accade nelle partite.

Allora quello che si può fare, da adulti, per aiutare i ragazzi a non perdere la dimensione umana, è proprio spingerli a riflettere sui proprio errori, spiegandogli è si può sbagliare ma che è possibile riparare, sintonizzandosi sui sentimenti e sulle emozioni degli altri.

Quindi non è sbagliato giocare, canzonare, divertirsi, purché lo si faccia con e non contro l’altro, per cui si capisca qual è il confine e quando è il momento di fermarsi, solo così è possibile crescere all’interno di una dimensione sana e non deviante.

Si dice “lo scherzo è bello quando dura poco”, ed è proprio così, i detti popolari contengono sempre perle di saggezza, quindi scherzare ma con moderazione.