Ti prendo e ti porto via: la sottile arte della seduzione

Ti prendo e ti porto via: la sottile arte della seduzione

Si è forse erroneamente convinti che sedurre sia l’equivalente di condurre a sé, la parola che deriva dal latino “sedŭcere” composto da “se” (a parte, via) e “ducĕre” (condurre, trarre), significa invece “condurre via”.
Seduzione è quindi l’atto attraverso cui si distoglie e si allontana qualcuno dal suo contesto originale, inducendone una sorta di sviamento.Il tema è connesso a quello del potere nelle sue opposte implicazioni: da una parte la forza di attrarre, messa in atto dal seduttore che prova ad ottenere con tutti i mezzi che ha ciò che desidera, dall’altra, i rischi e le trappole in cui la persona sedotta, può incorrere.

Ma cerchiamo di capire meglio, dove e perché si seduce?

In tutti i contesti sociali, la seduzione ha sempre giocato un ruolo fondamentale nell’ottenimento dei propri vantaggi: grandi condottieri, politici e personaggi di spicco, possono essere considerati, a diverso livello, dei grandi seduttori. La storia ne annovera tra i più famosi Napoleone, Cleopatra, Rodolfo Valentino, John Fitzgerald Kennedy e molti altri ancora.
In senso strettamente erotico, la seduzione sembra essere basata su un sottile gioco in cui si fa intendere senza spiegare, in cui il dubbio risulta fondamentale per la possibilità di tenere accesa la tensione ed una certa dose di mistero lascia libero spazio a quel processo di immaginazione che consente di proiettare le proprie fantasie inconsce.
Un gioco in cui la parte logico-razionale sembra traballare e si entra nel campo della dell’emotività e della sensorialità; la seduzione si attua infatti attraverso tutti i sensi: vista, udito, olfatto e tatto che vengono appunto piacevolmente stimolati ed accesi.
Spesso, tutto quanto ruota attorno alla seduzione è legato al colore rosso, archetipo dell’attività, della vita che si manifesta, della conquista, della riuscita e del successo; colore associato alla ricerca di stimolazione, alla tendenza a stimolare e ad assumere atteggiamenti eccitanti che facciano colpo (Widmann, 1988).
Ad attivare il meccanismo della seduzione sembra esserci il desiderio di piacere e di suscitare l’attenzione altrui: un sofisticato meccanismo di sopravvivenza legato al bisogno che l’altro ci desideri e che ci accolga nella sua mente, per l’arcaico meccanismo per cui “si nasce e ci si umanizza solo attraverso l’incontro col desiderio dell’altro (Castellazzi, 2016).

Quando sedurre può diventare un meccanismo compulsivo?

“Tutte le passioni passano e si spengono, tranne le più antiche, quelle dell’infanzia” (Pavese, 1952). Sembra infatti che la tendenza a sedurre compulsivamente sia legata ad un meccanismo di compensazione di una ferita dell’infanzia relativa al non avere avuto sufficientemente l’esperienza di esser stati voluti, desiderati e valorizzati e talvolta anche al vissuto di essere stati umiliati. Sono i casi in cui la seduzione viene vissuta come un traguardo da conquistare anche a costo di sacrificare la propria individualità, una vera e propria ossessione che ostacola il raggiungimento della maturità psichica, soprattutto in amore.

Lo sapevi che…

Nella seduzione giovano un ruolo importante i feromoni, ormoni prodotti naturalmente dal corpo ed emessi attraverso la sudorazione che trasmettono, a nostra insaputa, informazioni di compatibilità genetica a salvaguardia della specie, facendo scattare, oppure no, la scintilla dell’attrazione.

Anche le piante seducono mettendo in atto le strategie per ottimizzare le proprie risorse nel momento in cui hanno bisogno di attirare gli impollinatori; il tulipano ad esempio mantiene i petali fino all’impollinazione, momento dopo il quale inizia il suo processo di disfacimento mentre l’orchidea seduce il maschio della specie impollinatrice assumendo forma, disegno e pelosità della femmina .

Giacomo Casanova (1725-1798) scrittore, avventuriero e diplomatico, viene considerato il più grande seduttore della storia; a lui si deve l’introduzione della parola “Casanova” nei dizionari a significare ‘chi ha successo con le donne, donnaiolo’ (Garzanti Linguistica). Pare che tale fama gli sia riconosciuta non solo per la quantità di donne da lui sedotte, ma anche per il piacere di amarle, di averle e di essere ricambiato.

Secondo un sondaggio condotto tra seimila europei e un migliaio di americani, sono stati gli italiani e in particolare gli uomini a conquistare il podio di “campioni mondiali della seduzione” (La Repubblica, 15 Marzo 1987), inoltre da uno sondaggio più recente è emerso che un anziano italiano su due (39%) prova ancora il piacere della seduzione e della conquista, una percentuale nettamente superiore al 28% europeo.

Dubbi e domande…

 Silvia
Mi piace vedere i ragazzi innamorarsi di me e poi una vlt ke ho avuto quello ke voglio nn mi attrae più.. xkè?…

Anonima
Un cliente di 40 anni non fa che dirmi sei “affascinante”…


In questa scena del famoso film animazione “Chi ha incastrato Roger Rabbit”, Jessica esprime al massimo l’arte della seduzione attraverso il suo spettacolo, che lascia tutti senza fiato…

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