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Dark Night, il film sul massacro di Aurora al cinema il 1 marzo

ROMA – Liberamente ispirato al tragico caso del massacro di Aurora, Dark Night ritrae sei personaggi, compreso il giovane killer, nelle ore precedenti l’attentato criminale.
Sei giovani individui galleggiano in un vuoto di relazioni, ciascuno di loro potrebbe essere l’artefice del folle gesto.

Le loro azioni e il loro vissuto sembrano condurli a piccoli passi verso il dramma finale, lo stesso che si consumò nel cinema Century 16 alla prima di The Dark Knight Rises (Il cavaliere oscuro – Il ritorno, di Christopher Nolan).
Il film arriverà nelle sale italiane il 1 marzo 2018.

Dark Night è stato presentato al Sundance Film Festival, nella selezione ufficiale 2016, ricevendo una calorosa accoglienza da parte della critica statunitense entusiasta.
Ha inoltre vinto il Premio Lanterna Magica alla 73a Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, nella sezione Orizzonti de La Biennale di Venezia 2016.

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Il massacro di Aurora

massacro di auroraIl 20 luglio 2012, all’interno del cinema Century 16 di Aurora, in Colorado, alla prima del film The Dark Knight Rises di Christopher Nolan, durante la proiezione di mezzanotte, si verificò una sparatoria. Un giovane uomo armato, vestito con un abbigliamento militare, lanciò granate di gas lacrimogeni contro il pubblico e sparò agli spettatori con diverse armi da fuoco.

Dodici persone persero la vita e altre 70 rimasero ferite.

Dopo la tragedia della Columbine High School nel 1999, il massacro di Aurora fu l’attentato che causò il maggior numero di vittime in un’unica sparatoria sul suolo statunitense, fino a quella avvenuta nella scuola di Sandy Hook il 14 dicembre dello stesso anno. Da quello di Aurora fu l’incidente che causò più vittime in Colorado. Il killer, il ventiquattrenne James Eagan Holmes, fu arrestato vicino alla sua auto fuori del cinema la sera stessa del massacro.

I FATTI

La sera del 20 luglio 2012 Holmes comprò un biglietto per il film The Dark Knight Rises ed entrò nella sala 9. In sala c’erano circa 400 spettatori. A circa 20 minuti dall’inizio dello spettacolo, il giovane uscì dalla sala attraverso la porta di emergenza con accesso diretto all’area del parcheggio sul retro, bloccando la porta con una tovaglia di plastica.

Holmes si diresse alla sua macchina parcheggiata vicino alla porta di uscita, indossò degli indumenti tattici protettivi e recuperò le armi. A circa 30 minuti dall’inizio del film rientrò nella sala attraverso la porta di uscita.

Era vestito di nero e indossava una maschera antigas.

Per evitare di udire le reazioni all’interno della sala Holmes ascoltava musica techno attraverso un paio di cuffie. Alcuni tra i sopravvissuti presenti affermarono che inizialmente nessuno si era reso conto della minaccia.

Secondo i testimoni, Holmes sembrava indossare un costume, come altri membri del pubblico che si erano travestiti per l’evento. Molti credettero che si trattasse di uno scherzo, mentre altri pensarono che fosse una trovata pubblicitaria organizzata dal cinema. Holmes lanciò due lacrimogeni che oscurarono parzialmente la vista dei membri del pubblico e sparò. I primi colpi furono diretti sul fondo alla sala, poi sulle persone ai lati. Un proiettile attraversò il muro e colpì tre persone nell’adiacente sala 8, in cui era proiettato lo stesso film. Holmes sparò 76 colpi nella sala. Uccise 10 persone sul colpo, mentre altre due persero la vita in ospedale nelle ore successive.

Tra i deceduti vi furono molti ragazzi giovani e una bambina di 6 anni. Tra i feriti, che riportarono gravissime conseguenze, anche una donna incinta, rimasta poi tetraplegica, perse il proprio bambino dopo una settimana dalla sparatoria.

La sentenza

La polizia giunse sul posto in 90 secondi. Circa 15 minuti dopo l’attentato, sul retro del cinema, Holmes fu arrestato vicino alla sua auto, senza che questi opponesse alcuna resistenza.

Inizialmente Holmes era stato scambiato per un altro ufficiale di polizia a causa del suo abbigliamento. La polizia dichiarò che al momento dell’arresto il killer era calmo, aveva i capelli tinti di rosso e disse di essere “Joker”.

Holmes è stato condannato all’ergastolo senza possibilità di libertà condizionale il 7 agosto 2015 dopo che i giurati non hanno raggiunto una decisione unanime sulla condanna a morte.
Al termine dell’udienza del 26 agosto, Holmes è stato condannato formalmente a 12 ergastoli senza condanna a morte e ad un massimo di 3.318 anni in più per tentato omicidio e possesso di armi da fuoco.

Secondo le autorità giudiziarie prima del massacro di Aurora James Eagan Holmes non aveva mai commesso alcun reato, fatta eccezione per alcune multe. Primeggiava nei giochi al computer, era stato uno dei migliori giocatori di World of Warcraft (gioco di ruolo online diffuso nel 2004). Aveva conseguito il dottorato in neuroscienze, che comprendeva un corso in disturbi psichiatrici e neurologici, presso l’Università del Colorado Denver. Dichiarò di aver scelto questo ambito anche per comprendere le proprie difficoltà personali fin dall’infanzia.

Molti psichiatri gli hanno diagnosticato una forma di disturbo schizofrenico o schizoaffettivo, sia prima che dopo il processo.