Un secolo di storia visto con gli occhi dei ragazzi

È in libreria “Protagonisti sempre”, il saggio sul Novecento raccontato dai giovani a cura di Roberto Bertini

Roma – È affascinante scoprire la storia attraverso il punto di vista dei giovani, un secolo può essere raccontato in molti modi, soprattutto se si tratta di un secolo controverso e per nulla “breve” come il Novecento.
Bertoni, nel suo saggio intitolato “Protagonisti sempre” ed edito da Imprimatur, ha scelto un punto di vista inedito: quello dei ragazzi, talvolta protagonisti, talvolta vittime dei diluvi e delle rinascite che hanno scandito gli ultimi cento anni.
Dai ragazzi del ’99 di ieri, chiamati a rischiare, e spesso a perdere, la vita nel contesto tragico della Prima guerra mondiale, ai ragazzi del ’99 di oggi, messi in ginocchio da una crisi che è sociale prim’ancora che economica, ma comunque liberi di votare, di esprimersi e di battersi per costruire un avvenire migliore in tutto l’Occidente e non solo. Senza dimenticare il nichilismo straziante dei martiri jihadisti, i ragazzi descritti da Sergio Leone in C’era una volta in America, costretti a sbarcare il lunario negli Stati Uniti dei ruggenti anni Venti, del proibizionismo e della grande depressione, i giovani fascisti e nazisti, i combattenti nella Guerra civile spagnola, i partigiani e i repubblichini di Salò, i giovani padri della Repubblica e i ragazzi del boom, la generazione contestatrice a cavallo fra gli anni Cinquanta e Sessanta e i sommersi e i salvati del decennio successivo, fino ad arrivare agli yuppies degli anni Ottanta e alle nuove generazioni, i cosiddetti “Millennials”, nati sotto il segno dell’Europa e della speranza di un mondo senza confini e costretti, crescendo, a fare i conti con il progressivo riaffiorare di muri, barriere e discorsi xenofobi e pericolosi che ci eravamo illusi di aver consegnato ormai ai libri di storia.
A firmare la prefazione di “Protagonisti sempre” è Enrico Letta che dice: “Il senso di questa raccolta di percorsi è evidente: dimostrare quanto a incidere sulle dinamiche generazionali siano le grandi trasformazioni sociali, senza studiare e comprendere le quali parlare di giovani in senso lato è esercizio inutile e in definitiva controproducente“.

“Protagonisti sempre” è Un testo avvincente che ripercorre cento anni e innumerevoli destini, mentre ci addentriamo in un nuovo secolo ancora tutto da decifrare e da scoprire.

Dice bene Maurizio Viroli nella postfazione ricordando le parole di Beniamino Andreatta: «Bisogna credere nei giovani, dare loro fiducia perché dai giovani c’è sempre qualcosa da imparare. I giovani ti cambiano, ti rendono migliore»