La prima volta al voto dei giovani in Sicilia

CATANIA – Prima volta al voto anche per i giovani siciliani che ascoltati da diregiovani.it sono ancora indecisi sui loro possibili rappresentanti ma hanno le idee molto chiare su quello che vogliono: lavoro, per tutti e di qualità.

Nelle interviste i ragazzi tradiscono una certa emozione ed orgoglio per la prima volta alle urne: “Il voto è un diritto inalienabile della persona e ora come ora è importante, anzi fondamentale esercitarlo. È in ballo in nostro futuro”.

Non usa mezzi termini Bruno nel descrivere l’importanza del momento elettorale. Il voto, sottolinea Giorgia, dello stesso avviso del compagno, “È un bene essenziale al quale tengo molto e non vedevo l’ora di poter contribuire alle scelte del mio paese”.

Un ruolo decisivo, nella definizione delle proprie scelte è giocato sempre dalla scuola e dalla famiglia, luoghi eletti al confronto e allo scambio delle idee. C’è anche però chi si fida del proprio intuito come Emanuele che ci spiega: “Non ho avuto grande empatia nei confronti degli altri partiti, nessuno mi ha convinto soprattutto a livello nazionale, nessuno tranne Forza Nuova, diciamo che loro mi hanno convinto a pelle”.

Indecisi tutti gli altri ma, quando si tratta di avere un punto fermo, la scelta cade sulla legge elettorale: “È davvero molto complessa, sono sincero, non l’ho capita” ammette Davide, esprimendo un pensiero comune di tutti gli intervistati al quale, ci dicono, proveranno a porvi rimedio con un confronto sia tra amici ma soprattutto con gli adulti.

Cosa chiedono i millenals siciliani al prossimo governo? Davide non ha dubbi: ”Chiunque venga dovrà ascoltare il popolo italiano e i suoi giovani in difficoltà”. Le priorità però non attengono solo al piano nazionale ma anche al rapporto con l’Ue giudicato problematico, “abbiamo bisogno di pensare di più alla cooperazione”.

Il vero protagonista però è il lavoro, complice forse anche l’altissimo tasso di disoccupazione giovanile della regione (al 57,2%, dati Istat). “Un lavoro per i giovani è la necessità più impellente. Non possiamo essere costretti a lasciare la nostra terra” conclude, malinconicamente Giorgia.