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Tomb Raider, ritorno al cinema esplosivo per Lara Croft. La recensione

ROMA – Azione senza respiro per il ritorno al cinema di Lara Croft.
Arriva nelle sale Tomb Raider, reboot cinematografico dell’omonima saga videoludica.

Prendendo spunto dal gioco del 2013, il film ci mostra il lato più umano di Lara e il suo cammino per diventare l’Indiana Jones al femminile dei videogames.
Messe da parte le due pellicole anni 2000 con protagonista Angelina Jolie, la storia riparte dall’inizio, quando Lara è ancora una giovane donna in cerca della sua identità. A darle il volto una sorprendente Alicia Vikander, affiancata da Dominic West e Walton Goggins, per la regia di Roar Uthaug.
Il risultato?
Un dignitoso ritorno cinematografico.

Alicia Vikander, Lara Croft

Alicia Vikander ci sorprende con una performance che conferma il suo talento da premio Oscar.
Energica ed espressiva quanto basta per far credere allo spettatore di trovarsi davvero di fronte alla giovane Lara Croft.
Andando al cinema bisogna ricordare, però, una cosa fondamentale. Anzi due.
La pellicola si ispira al reboot videoludico della serie, che presenta una Lara inesperta, impaurita, più umana. Come il videogame, anche il film mostra lo sviluppo della giovane Croft.
Non aspettatevi, dunque, una protagonista sicura di sé e aggressiva come fu Angelina Jolie.
Lo diventerà, il cammino è ancora lungo.

Seconda cosa fondamentale da tenere a mente quando vi siederete sulla poltrona è che avrete davanti un film, con tutti i limiti che comporta. Se nei videogame Lara viaggia da una parte del mondo all’altra, qui la scena si concentra principalmente in un luogo. È questione di tempistica. Inoltre, la pellicola cerca fin dove può di proporre alcune sequenze chiave del videogioco originale. In particolare, il naufragio dell’Endourance e la fuga dall’aereo.
E ci riesce anche bene. Troppo bene. Al punto da perdere quel poco di credibilità faticosamente costruita.

Ma non si può pretendere di avere la botte piena e la moglie ubriaca. Annullare il realismo è un sacrificio necessario per rendere più credibile l’altro lato, quello videoludico.

Consigliato?

Sì, anche se non siete fan del videogame.
Tomb Raider getta le basi per una soddisfacente saga cinematografica, godibile sia per gli esperti del gioco che per i neofiti.

VOTO: ★★★


SINOSSI

Lara Croft è la fiera ed indipendente figlia di un eccentrico avventuriero, scomparso quando lei era ancora in tenera età. Divenuta una giovane donna di 21 anni, priva di qualsiasi obiettivo o scopo reale, Lara gira per le caotiche strade alla moda di East London lavorando come corriere in bicicletta, riuscendo a malapena a guadagnare i soldi per l’affitto.

Determinata nel trovare la sua strada, si rifiuta di assumere il comando dell’impero globale del padre, così come rifiuta fermamente l’idea che lui sia veramente scomparso. Consigliata ad affrontare gli avvenimenti e ad andare avanti dopo sette anni senza di lui, neanche Lara riesce a capire cosa la guidi a risolvere finalmente il mistero della sua morte.

Schierandosi esplicitamente contro l’ultimo desiderio del padre, Lara si lascia tutto alle spalle alla ricerca della sua ultima destinazione nota: una tomba leggendaria nascosta su un’isola mitologica, che potrebbe trovarsi al largo delle coste del Giappone. Ma la sua non sarà una missione facile; solo raggiungere l’isola si rivelerà estremamente pericoloso.

Improvvisamente, la posta in gioco per Lara sarà talmente alta, che – contro ogni probabilità ed armata solo della sua raffinata intelligenza, della sua fede cieca e della sua innata testardaggine – dovrà imparare a spingersi oltre i propri limiti, nel suo viaggio verso l’ignoto.

Se sopravvivesse a questa pericolosa avventura, potrebbe realmente capire chi sia e conquistare il nome di Tomb Raider.