J-azz, il linguaggio della musica cosmopolita arriva in periferia

ROMA – Da domani al teatro Nest di San giovanni a Teduccio (Napoli), animato dal team di Art33, arriva la musica jazz in tre appuntamenti tutti da vivere. Si comincia con Alessio Valloti group, complesso portoghese dall’animo partenopeo.

Nella periferia est del capoluogo campano da anni vi è un piccolo centro di cultura vissuto da un gruppo che vede giovani e meno giovani abitanti del quartiere impegnarsi per riqualificare la zona e dare una opportunità ai lavoratori dell’arte.

“Art33 nell’ambito dei vari progetti di cui si fa promotore, punta a formare gli artisti con corsi di formazione e successivamente a mettere in pratica il loro know-how con eventi come J-azz”, spiega Annamaria, membro del gruppo.  L’organizzazione e la direzione della rassegna infatti, sono a cura dei giovani che si sono formati nell’ambito del progetto “GiovaniArtistixGiovaniUtenti”, realizzato dall’associazione Gioco, immagine e parole e finanziato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri e Dipartimento della Gioventù e Servizio Civile Nazionale. 

Un vero e proprio moto di speranza quindi, che vede l’arte e la cultura mescolarsi con una forza emancipatrice per portare al centro luoghi che nell’immaginario comune sono abitati da nomadi in pellegrinaggio verso il centro città.

Un movimento di partecipazione, proposto da ragazzi perlopiù ventenni che raccoglie non solo la sfida di portare il jazz ma proprio di farlo partire da questo quartiere. Quale musica poteva essere scelta a questo scopo se non il jazz che col suo linguaggio inclusivo e intergenerazionale ha in sé, nelle sue origini, il ruolo sociale dell’emancipazione?

Si comincia dunque domani con il ritorno da Lisbona del pianista partenopeo Alessio Vellotti, accompagnato da tre musicisti portoghesi. Le altre tappe sono il 27 aprile, con Farias Quartet, infine il 13 maggio con il MEV Quartet che per l’occasione presenterà anche il nuovo album, Riflessi.

“Il nostro obiettivo è che sempre più ragazzi riescano a trovare spazio e appoggio nell’art33. Acquisire una competenza, essere guidati e infine mettere in pratica i propri talenti professionalmente, non può essere una cosa da ricercare solo al centro ma, grazie a tanto lavoro, può iniziare nella periferia. Una periferia che si trasforma in opportunità” conclude Annamaria.

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