Ponti sulla Drina con i giovani del Servizio Civile

Ponti sulla Drina con i giovani del Servizio Civile

Presentato progetto per sviluppo e integrazione europea in Serbia

ROMA – Dieci ragazzi del Servizio civile nazionale saranno a Belgrado e in Bajina Basta per contribuire alla conservazione della biodiversita’ e dell’ambiente, partecipando cosi’ all’integrazione europea della Serbia.

Lo prevede il progetto ‘Drina river committee for local development’ (Commissione fiume Drina per lo sviluppo locale), presentato nel corso di una conferenza stampa che si e’ tenuta oggi all’ambasciata della Repubblica di Serbia a Roma.

Il progetto partecipa al bando del dipartimento della Gioventu’ e del Servizio civile nazionale grazie ad Amesci, associazione nazionale di promozione sociale dedicata ai giovani, in collaborazione con il Fondo per l’iniziativa sociale e la democrazia di Belgrado (Fosdi).

L’iniziativa, che coinvolge istituzioni e societa’ civile, prende il nome dalla commissione istituita in un’area a rischio proprio per la sua posizione geografica: il fiume Drina che nasce in Montenegro e separa la Serbia e la Bosnia-Erzegovina.

E’ un territorio molto ricco dal punto di vista dell’ambiente e della biodiversita’ e ancora non sviluppato” ha spiegato Natasa Milojevic, del Fosdi. “La creazione di un processo per lo sviluppo sostenibile e’ un elemento essenziale per l’integrazione e la candidatura all’Unione Europea e vogliamo coinvolgere i giovani perche’ si sentono disorientati. Lavoriamoci, coinvolgiamoli, per non far rimanere il futuro con un punto interrogativo“.

Il progetto potrebbe partire entro l’anno” ha detto Enrico Borrelli, presidente di Amesci. Si potranno candidare ragazzi, non solo italiani ma anche originari di altri Paesi dell’Unione europea, di eta’ compresa tra i 18 e 28 anni. La selezione avverra’ non solo in base alle competenze, ma soprattutto in base alle motivazioni e agli obiettivi. I volontari svolgeranno in Italia due mesi di attivita’ formative come Corpi di pace per poi lavorare dieci mesi sul campo sostenuti dalle ong locali. “Il Servizio civile ha la responsabilita’ di prendere i ragazzi nella fase della loro formazione” ha detto Borrelli. “E’ un momento importante per aprire la loro mente alla ricchezza della diversita’ sia nella cultura che nei bisogni. Li fara’ crescere come cittadini e contribuira’ a rafforzare l’Europa“.

Presente alla conferenza anche Luigi Bobba, sottosegretario al ministero del Lavoro e delle politiche sociali, animatore della riforma del terzo settore e promotore del Forum nazionale per il servizio civile: “I corpi civili di pace sono una novita’ nel modo di pensare a una difesa non armata della patria” ha detto Bobba. “L’obiettivo e’ ricostruire relazioni positive, tra comunita’ differenti in situazioni di post-conflitto, facendo leva su obiettivi comuni e le risorse ambientali sono un elemento che va oltre il colore politico o l’origine etnica“.