spazio e scienza

Tiangong-1: la Protezione Civile riunisce la stampa, “rischi minimi per l’Italia”

Tiangong-1

Oggi 26 marzo, incontro del Tavolo Tecnico presso la sede operativa del Dipartimento della Protezione Civile con l’Agenzia Spaziale Italiana. Il Tavolo è stato istituito per discutere ed analizzare le strategie da attuare per il rientro in atmosfera della stazione spaziale cinese Tiangong-1, il Palazzo Celeste, che dal 16 marzo 2016 ha smesso di funzionare, e l’eventuale coinvolgimento del territorio nazionale.

All’incontro presenti anche il consigliere militare della Presidenza del Consiglio, i ministeri di Interno, Difesa e Esteri, Enac, Enav, Ispra e la commissione speciale della Protezione civile.


La stima dell’Agenzia spaziale italiana di rientro in atmosfera, soggetta a variazioni in funzione dell’evoluzione del flusso solare e tempeste geomagnetiche, prevede come data nominale il 1° aprile 2018 alle ore 10:25 UTC con incertezza e intervalli di confidenza pari a:

± 23,62 ore con intervallo di confidenza 80%;
± 47,23 ore con intervallo di confidenza 95%.


L’impatto sulla Terra della stazione spaziale cinese Tiangong-1 e’ previsto al momento per il primo aprile 2018 alle 10.25 ora di Greenwich.

Il Dipartimento della Protezione Civile riunisce la stampa a pochi giorni dalla previsione dell’impatto per fare un punto della situazione e “perché abbiamo finestre temporali molto ristrette. Se il nostro territorio fosse interessato servirebbe un’informazione chiara, tempestiva e diretta”, come spiega ai cronisti chiamati a raccolta Angelo Borrelli, capo DPC.

In base alle stime attuali l’Italia dovrebbe rimanere estranea all’impatto, visto che c’e’ solo lo 0,2% delle possibilità che lo Stivale venga colpito, con maggiori attenzioni nella zona compresa tra l’Emilia Romagna e Lampedusa.

Tiangong-1, lanciata il 29 settembre 2011 su un’orbita circolare, da oltre due anni (16 marzo 2016) sta perdendo progressivamente quota. La stazione spaziale ha una dimensione complessiva di poco più di 10 metri, pesa 8500 kg e orbita intorno alla Terra ad una velocità di 7,5 km/secondo.


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Protezione Civile e Agenzia spaziale italiana stanno monitorando la situazione, nelle ultime ore hanno diramato una circolare ai ministeri e alle Regioni italiane. Esistono 5 sensori in Europa: due francesi, uno tedesco, uno spagnolo e uno italiano in Sardegna.

“Questo consorzio europeo- certifica Borrelli- ci permetterà di veicolare le informazioni in tempo rapido. Se dovessimo sapere che l’Italia sara’ interessata dalla caduta dell’oggetto convocheremo il Comitato operativo nazionale per seguire l’evoluzione, ma ovviamente abbiamo già ampiamente allertato tutte le nostre strutture“.

E’ difficile oggi dire con esattezza dove cadra’ l’oggetto, di sicuro c’e’ che le probabilità di essere fisicamente colpiti dai frammenti sono minime, “e” più probabile essere colpiti due volte da un fulmine all’interno dello stesso anno”, conclude il capo DPC.