Enzo Dong, il suo hip hop telecronaca della periferia

Enzo DongNAPOLI – “Io non sono né pro né contro. Penso che Gomorra sia soltanto una fiction artistica che racconta una realtà, quella di Secondigliano, che è esistita in passato. C’è molta fantasia e penso che l’arte sia proprio questa. Sta all’intelligenza delle persone capire che Gomorra è una forma d’arte, una fiction tra realtà e finzione”. Questo il giudizio sulla serie Tv firmata dallo scrittore Roberto Saviano che il rapper Enzo Dong consegna alla Dire. Ed il suo non è un parere qualunque. Classe 1990, Enzo Dong è nato e cresciuto nella periferia Nord di Napoli tra Secondigliano, Piscinola e Scampia. Luoghi che, se da un lato sono il palcoscenico naturale di ‘Gomorra la serie’, sono per l’artista napoletano fonte continua di ispirazione oltre che luogo di residenza e di lavoro.

Enzo Dong, nel nome il suo destino

Una periferia che Enzo Dong si porta addosso e nel nome da sempre. “Quando ero piccolo – spiega – tutti mi chiamavano ‘Dong’ perché venivo dal rione Don Guanella. Un nomignolo che segnava le mie origini e che ho trasformato, con il passare del tempo, nell’acronimo D.O.N.G ovvero: Dove Ognuno Nasce Giudicato”. Nel nome dell’artista quindi quel pregiudizio che anche Napoli e la sua periferia, troppo spesso e banalmente, si portano dietro come un marchio indelebile. “L’ignoranza è il peggior nemico dell’uomo”, rimarca il rapper spiegando che “lo studio e la scuola sono molto importanti anche se l’ho capito – ammette – tutto questo troppo tardi”. Studio e intelligenza “sono l’arma migliore per battere l’ignoranza della società di oggi”.

Enzo Dong, “telecronista che racconta i fatti”

“Racconto la realtà per come è”, spiega, “sono come un telecronista che racconta i fatti. Intorno creo dei messaggiEnzo Dong secondari ma il mio obiettivo principale è comunque raccontare le cose per come sono e non inventarle”.  I suoi brani fotografano e denunciano la realtà attraverso l’hip hop, un genere giunto in Italia con ritardo perché “in questo Paese domina la vecchiaia”. L’hip hop “racconta la realtà dei ragazzi ma non solo. La gente se ne accorge e questo tipo di musica sta entrando a far parte della nostra civiltà”. Anche i neomelodici, fenomeno musicale tipicamente partenopeo, si sono accorti della potenza del genere ma “loro raccontano una realtà prettamente napoletana. Il vero hip hop racconta, invece, una realtà generale che vale dall’Africa al Giappone”.

Enzo Dong, ‘Ciro’ canto crudele e di speranza 

Per comprendere l’aderenza dei brani di Enzo Dong alla vita reale basta ascoltare “Ciro” dove il rapper racconta “la realtà dei nostri ragazzi di periferia abbandonati dallo Stato e dalle istituzioni scolastiche. Non hanno una possibilità di lavoro e quindi sono attratti dalla criminalità e dai soldi facili. Canto una storia che si ripete all’infinito: morto un Ciro si fa un altro Ciro. Una frase disperata ma che in realtà nasconde un altro messaggio, un messaggio positivo e di speranza perchè io potevo essere un Ciro e, invece, sono diventato Enzo Dong”. Il brano è autobiografico anche nella messa in scena, racconta l’artista. “Alcuni riferimenti sono basati sulla mia infanzia. La scena iniziale del cadavere coperto dal lenzuolo bianco è una scena che ho vissuto in prima persona. Ero in macchina con mio padre sull’asse mediano e sulla strada c’era un cadavere con il lenzuolo bianco. Questa scena l’abbiamo ricreata nel video”. Con ‘Ciro’, insomma, Dong porta “il problema del nostro quartiere trasformandolo in positivo indicando, attraverso me, che un’altra possibilità esiste”.

Enzo Dong,  arriva da Scampia il nuovo album

A settembre, dopo i successi di brani come “Higuain”, “Secondigliano regna”, “E strade song e nostre” feat Clementino, “Ciro” e “Italia Uno” – tutti pezzi che su YouTube hanno superato di molto i 5 milioni di visualizzazioni di media (la sola Higuain ha raggiunto ben 12 milioni di visualizzazioni) – è prevista l’uscita del suo nuovo album. Un disco, dove “ci saranno dei featuring con dei big della scena italiana e internazionale”, che Enzo Dong sta ultimando in uno studio creato a Scampia con la speranza di “attirare anche persone che fino adesso non mi hanno mai ascoltato. Tutto sarà una sorpresa ma non voglio svelare altro”.

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