Lucio Leoni con il suo “Lupo Cattivo” sul palco dell’Auditorium

Romano verace e paroliere raffinato, il cantautore romano conquista una data al Parco della Musica di Roma. Appuntamento il 5 aprile al Teatro Studio Gianni Borgna

Lucio Leoni. Foto Giulia Natalia Comito

Roma – Ci sono appuntamenti da annunciare a gran voce ed è questo il caso del concerto del raffinato paroliere Lucio Leoni, in programma il 5 aprile al Teatro Studio Gianni Borgna del Parco della Musica di Roma. Un palco importante per il cantautore al suo terzo album uscito lo scorso novembre e intitolato “Il Lupo Cattivo”. In tanti lo hanno già visto e ascoltato al Monk di Roma, ma questo sarà un live da non perdere. Lucio è uno dei pochi artisti, in Italia, capaci di portare in canzone i monologhi viscerali tipici del teatro interiore, strutture rap e impeti punk, pur mantenendo un forte legame con la tradizione cantautorale italiana. Brillante e provocatorio, usa l’espediente del Lupo Cattivo per parlare di emozioni universali e concetti senza tempo, per costruire una sorta di “saggio sull’esistenza” che non porti con sé una data di scadenza. I significati e i significanti si mescolano in costruzioni logiche o illogiche, per farsi dialogo interiore o racconto.

Insomma Il Lupo Cattivo è uno di quegli album da consumare, ogni ascolto regala una nuova suggestione, uno spunto diverso, un disco che dal vivo ti prende alla pancia, anche perché Lucio ci sa fare, il suo passato a teatro, la sua empatia e il suo grande carisma arrivano dritti a cuore e pancia. I brani sono dieci e tutti originali oltre a un’inedita rielaborazione della canzone “Io sono uno” di Luigi Tenco, a cui Lucio ha dato nuova veste, arricchendola con le parole, sempre di Tenco, estratte da un Intervento al “beat 72” su “La canzone di Protesta” (Roma, novembre 1966).

Tra gli ascolti che hanno portato la nascita del disco, lo spoken word inglese degli ultimi anni (Tricky, Riz Mc, The Streets, Ghostpoet), il teatro e la narrazione fiabesca, dove voce e strumenti si fondono (La Gatta Cenerentola di De Simone e il prewar Folk americano), ma anche il post rock con le chitarre sporche ed oblique (Slint, Karate, Tortoise) ed esteti della parola prestati alla musica, come Stromae e James Blake.

Da queste parti siamo pronti a scommettere: il 5 aprile in Auditorium solo applausi forti per Lucio Leoni e il suo Lupo Cattivo tra più di un sorriso, molti balletti e tante emozioni.

Lucio Leoni – Stile Libero