Una vita per i propri ideali: Peppino Impastato raccontato dal fratello Giovanni

CATANIA – Un caloroso applauso ha accolto questa mattina, 5 aprile 2018, Giovanni Impastato al Liceo Scientifico “Galileo Galilei” di Catania.

Occasione dell’incontro, è stata la presentazione di “Oltre i cento passi”, romanzo scritto dal fratello di Peppino Impastato e suo erede diretto nella continuazione della lotta alla criminalità mafiosa.

Nell’aula magna della scuola, Giovanni Impastato ha riportato la sua testimonianza agli studenti coinvolti, in presenza della dirigente scolastica Gabriella Chisari, della professoressa Mariangela Testa che ha coordinato l’evento e di Elena Pizzo, coordinatrice scolastica del progetto “La memoria e il presente” per l’associazione  “Casa Memoria Felicia e Peppino Impastato”.

 Tra ricordi ed aneddoti, l’autore di “Oltre i cento passi” ha ricostruito i fatti accaduti dalla morte di Peppino, vittima nel 1978 di un attentato ordinato dal boss mafioso, Tano Badalamenti, ad oggi.

Giovanni ha delineato il ritratto di Peppino, un giovane coraggioso che ha rotto ogni rapporto con la sua famiglia di origine mafiosa e che, legato alla sua terra, ha tentato in tutti i modi  di salvaguardarne la bellezza dai soprusi e dalle soverchierie della mafia.

“Peppino era figlio del suo tempo, – afferma Giovanni-   si è formato nel ’68 ed in quegli anni i giovani hanno scassato il mondo, lottando per gli ideali in cui credevano, ribellandosi allo stato sociale. Peppino ha lottato servendosi della comunicazione, avvalendosi di un linguaggio intriso d’ironia. Sbeffeggiava i mafiosi durante Onda Pazza, il suo programma radiofonico trasmesso da Radio Aut, la radio libera da lui stesso fondata insieme ad un gruppo di amici. Smitizzata e derisa, la mafia rischiava di perdere consensi tra la gente. Per questo mio fratello è stato assassinato”.

Giovanni Impastato ed Elena Pizzo hanno raccontato ai liceali la storia di casa Impastato, a Cinisi, che da proprietà privata, dopo la morte di Peppino, è diventata sede di Casa Memoria, aperta a tutti coloro che vogliono visitarla.

“Da Casa Memoria- spiega Elena Pizzo- si percorrono i cento passi segnati da una serie di pietre d’inciampo, ognuna dedicata ad una vittima della mafia, e si raggiunge casa Badalamenti.

La casa in cui visse Tano Badalamenti è oggi un bene confiscato alla mafia ed è stata affidata, in buona parte, dal comune di Cinisi a Casa Memoria.

Oggi, la casa in cui un tempo furono decisi omicidi, tra cui quello del giovane Impastato, è sede di “Radio 100 passi” e della biblioteca comunale.