sport

Padre violento sugli spalti, annullata la partita degli Esordienti

partita Esordienti annullataROMA – Un campo di calcio. Nove bambini contro nove, a sfidarsi per la vittoria. Esordienti 2006. Siamo a Venaus – nel torinese – dove la squadra locale disputava, lo scorso weekend, la partita di campionato contro il Lascaris. Un match come tanti ma che, alla fine, si è concluso prima che scattassero i 90 minuti d’ordinanza. Tutta colpa di un genitore esagitato, padre di un 12enne della squadra ospite.

Al grido di “spaccagli le gambe”, il genitore ha incitato il proprio bambino a comportarsi come nessun manuale di calcio consiglierebbe. Non contento, altri insulti sono arrivati a carico di un ragazzo che faceva il guardalinee e di chiunque gli passasse per la testa. Il clima, insomma, si è surriscaldato velocemente sugli spalti. Così, l’allenatore del Venaus, ha deciso di interrompere il match. La partita è stata sospesa sul 2 a 0 per la squadra di casa. Non sono mancate le polemiche dalla parte avversaria, il cui allenatore avrebbe preferito continuare facendo uscire tutti i genitori. Mamme e papà dei bimbi del Lascaris – come ha fatto sapere la società – verranno convocati oggi per una riunione straordinaria, sostitutiva degli allenamenti. 

Il Venaus contro il papà violento: la lettera pro sportività

In un sabato pomeriggio qualsiasi è venuta a mancare la sportività. La cosa più grave è che il comportamento per niente consono sia stato messo in atto da un genitore. Il Venaus lo ha sottolineato in una lettera rivolta al papà esagitato e pubblicata su Facebook subito dopo la partita. 

CARO GENITORE,
è molto apprezzabile che tu segua tuo figlio di dodici anni in una trasferta lunga come quella di Venaus (minimo 100 km tra andata e ritorno); sicuramente non è apprezzabile che tu trascorra tutto il tempo della partita ad insultare chi, per consentire a tuo figlio di giocare, si presta ad arbitrare magari rinunciando a seguire attentamente il proprio figlio (arbitrare in quelle categorie significa controllare che i ragazzi non si facciano male). Inoltre caro genitore pagare un biglietto per assistere ad una partita di calcio o pagare la retta di iscrizione di tuo figlio alla scuola calcio non ti attribuisce né il diritto di esibire dalla tribuna la tua sconfinata ignoranza danneggiando un clima che deve essere sempre sano (un mix perfetto di relax, aggregazione e divertimento) né creare danni alla società per la quale tuo figlio è tesserato.
Comunque, caro genitore, se ritieni che il tuo sia il modo giusto di comportarti, ti consigliamo vivamente di trascorrere i tuoi pomeriggi a casa perché agli occhi di un bambino di dodici anni non sei solo un esempio, ma un modello da imitare e dal quale imparare l’educazione e il rispetto degli avversari e dei ruoli.