Da Parco Verde di Caivano parte progetto contro abusi su minori

“Noi siamo bambini” la campagna di prevenzione attiva in Campania e Lazio

CAIVANO – Il Parco Verde di Caivano (Napoli) e’ salito agli onori della cronaca per la tragedia che colpi’ la piccola Fortuna Loffredo, la bimba di sei anni morta dopo essere stata buttata giu’ da uno dei casermoni di quel quartiere. Dietro quell’omicidio, pero’, c’era una storia di abusi, che in quel ghetto alle porte di Napoli tutti nascondevano.

E’ proprio da Caivano che e’ stato lanciato “Noi siamo bambini”, un progetto sperimentale per prevenire e contrastare l’abuso e lo sfruttamento sessuale dei minori. Capofila della campagna e’ l’istituto superiore Francesco Morano, un baluardo di legalita’ immerso nel Parco Verde, che ha stipulato una convenzione con il dipartimento Pari Opportunita’ della presidenza del Consiglio dei Ministri.

Il progetto vede coinvolte in totale 10 scuole, 4 della Campania e 6 del Lazio, insieme all’Istituto di Ortofonologia, all’agenzia di stampa Dire, al Garante dell’Infanzia del Lazio e alla Societa’ Italiana di Pediatria. Questa mattina, i presidi dei dieci istituti si sono incontrati proprio a Caivano, dove la dirigente scolastica del Morata, Eugenia Carfora, ha aperto le porte dei due plessi del Parco Verde agli altri presidi d’Italia, provenienti da Piedimonte Matese, Frattamaggiore e Crispano, in Campania, e da Acquapendente, Roma Centocelle, Sermoneta e Norma, Latina e Aprilia, nel Lazio.

Ad accompagnarli in questo percorso anche Federico Bianchi di Castelbianco, direttore dell’Istituto di Ortofonologia (Ido), Rocco Russo della Societa’ Italiana di Pediatria (Sip), Jacopo Marzetti, Garante per l’Infanzia e l’adolescenza della Regione Lazio, psicologi e giornalisti dell’agenzia di stampa Dire. “In realta’ cosi’ complicate, qualsiasi cosa lo Stato ti proponga, tu devi essere pronta non tanto a realizzare un progetto ma a portare avanti un percorso che diventi un’opportunita’, un modo per dare voce a tanti silenzi – ha detto la dirigente dell’istituto Morano, Eugenia Carfora -. Dove ci sono i bambini e i ragazzi, le opportunita’ vanno colte e realizzate con il cuore, facendo venire fuori tutte le motivazioni che ogni giorno stimolano il nostro lavoro quotidiano”. Quella del Morano non e’ sicuramente una comunita’ scolastica ordinaria. Il personale e’ chiamato ogni giorno a cercare di convincere gli studenti ad entrare in classe: nell’istituto, solo qualche anno fa, il dato sulla dispersione riguardava piu’ del 50% degli iscritti. Oggi, la situazione e’ migliorata ma ci sono ancora molti studenti che i docenti non hanno mai visto a scuola.

Nell’istituto del Parco Verde, Carfora presenta al team del progetto “Noi siamo Bambini” tanti ragazzi che prima erano destinati ad intraprendere la strada della criminalita’ mentre oggi sono apprendisti cuochi, camerieri e perfino cantanti. “Nelle realta’ difficili come la nostra – racconta la dirigente -, i ragazzi dicono apertamente che non vogliono andare a scuola, perche’ si annoiano, perche’ non fa per loro. Questo accade perche’ non hanno avuto momenti di accompagnamento che avrebbero potuto evitare che loro si perdessero per strada. Per noi, gia’ solo tenerli a scuola e’ un qualcosa di positivo. Non abbiamo certo la bacchetta magica, ci vorranno tanti anni per risolvere l’emergenza dispersione. Ma per noi un solo bambino in piu’ che entra in classe rappresenta gia’ un miracolo”.

Grazie al progetto “Noi siamo bambini”, gli studenti e i docenti saranno direttamente coinvolti in un percorso di sensibilizzazione che va dalla formazione con equipe di esperti alla somministrazione di questionari sulla percezione del fenomeno della violenza. Tra i servizi a cui avra’ accesso la comunita’ scolastica, c’e’ anche uno sportello di ascolto online, del materiale informativo sul tema della violenza, la partecipazione degli studenti al giornale online “La scuola fa notizia” e al concorso annuale “Giornalisti in erba”, la realizzazione da parte dei ragazzi di videointerviste ai docenti e la creazione di una campagna di informazione sul progetto che sara’ divulgata dall’agenzia di stampa Dire e dai siti www.dire.it e www.diregiovani.it.