Tutta l’ironia dei CaPaBrò nell’album d’esordio “Musicanormale”

Roma – Suonano fortissimo in tutta la penisola dal 2014 e il primo album dei CaPaBrò è finalmente arrivato. Il disco, uscito alla fine di marzo per Labella Dischi, si intitola “Musicanormale” e suona otto tracce: marcette sghembe, filastrocche surreali, valzer istrionici e canzoni trascinanti stracolme di ironia e condite da intermezzi teatrali. La band marchigiana racconta la propria visione del mondo e i rapporti umani in modo giocoso e irriverente, con intelligenza e senza prendersi troppo sul serio. Canzoni a metà tra il reale e il surreale, tra il grottesco e il cinico che molti dei fan dei CaPaBrò conoscono a memoria, perché i loro live pare siano esilaranti: un concentrato di sketch, balletti più o meno coordinati, scambi di battute con il pubblico, gag tragi-comiche e quant’altro.

Con “Musicanormale” si balla sul ritmo incalzante e sulle perplessità sociali suscitate da “Viva la Revolucion!”, si ride e si scherza della non felicissima situazione della Maria Antonietta di cui tutti noi abbiamo almeno una copia nella cerchia di amici (reali o “sociali”), si parla d’Amore con il featuring di Cecco e Cipo, ci si immagina al volante di una fiammante Giulietta nel ruolo di protagonisti dello spot dell’Alfa Romeo mentre cantiamo a squarciagola le note di “Auto-Erotismo” e si sogna un futuro diverso sulle note di “Svuotalalibertà”, che chiude l’album.

Il nostro disco non è altro che un insieme di piccoli racconti, un simpatico Decamerone, una serie tivù su Netflix – raccontano i CaPaBròEd è proprio quando ti accorgi che la trap è un genere musicale, che il reggaeton in realtà è una sola canzone con testi (neanche tanto) diversi e che Michael Bublè quest’anno non ha fatto il disco di Natale. Si, amica/o, è proprio in quel momento che la musicanormale ti tende la sua mano e ti salva sull’orlo del precipizio. Solo una precauzione: non prendetela troppo sul serio! Buon ascolto”.

Autore: Fabrizia Ferrazzoli
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