Si chiudono senza colpevole le indagini per la morte di Prince

Si chiudono senza colpevole le indagini per la morte di Prince

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ROMA – Si chiudono senza colpevoli le indagini sulla morte di Prince. A stabilirlo il procuratore del Minnesota, Mark Mertz. La scomparsa della popstar sarebbe dovuta a “un’overdose accidentale”. Secondo il giudice non esistono prove certe per poter determinare chi ha procurato all’artista farmaci contraffatti. Diverse boccette etichettate come Percocet (semplice paracetamolo) per nascondere quello che, in realtà, era Fentanyl. Fu proprio una dose eccessiva dell’oppiaceo – 50 volte più potente dell’eroina – a mettere fine alla vita dell’artista il 21 aprile del 2016

Il dolore all’anca e la morte

L’interprete di Purple Rain era ricorso ai farmaci per alleviare un dolore cronico all’anca che in quei giorni gli stava dando più problemi del solito. La dose fatale l’ha stroncato alle 10:07. Il cantante è stato trovato in un’ascensore della sua residenza nel complesso di Paisley Park a Chanhassen.

La chiusura delle indagini tocca da vicino anche il medico di Prince, Michael Todd Schulenberg, inizialmente accusato di aver prescritto illegalmente degli oppiacei per l’artista. L’uomo ha patteggiato il versamento di 30 mila dollari al governo federale, per aver prescritto ossicodone a nome della guardia del corpo dell’artista. Il dottore – che comunque non è stato collegato alla contraffazione dei farmaci – si sottoporrà al controllo della US Drug Enforcement Administration, che potrà anche ispezionare i registri delle medicine che prescrive.

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