Marsala, istituto Giovanni XXIII: "Per integrazione serve rispetto identità"

Marsala, istituto Giovanni XXIII: “Per integrazione serve rispetto identità”

MARSALA-  “L’unico pregiudizio di cui abbiamo contezza e’ stato quello che i ragazzi africani hanno avuto nei nostri confronti, nella fase iniziale del percorso scolastico, quando erano loro ad osservarci con diffidenza”. Un’inaspettata inversione del punto di vista apre l’intervista con Antonella Coppola, dirigente scolastico del liceo Classico Giovanni XXIII di Marsala, ma anche dell’istituto tecnico industriale e dell’istituto professionale; una triade scolastica territoriale che le consente di avere un quadro chiaro del contesto sociale in cui lavora, poiche’ le tre scuole presentano situazioni diverse, a livello di background culturale, ma tutte sono accomunate dalla grande apertura alle tematiche inerenti il fenomeno migratorio.

“In questi anni si e’ registrato un considerevole aumento delle iscrizioni, da parte di ragazzi immigrati, presso le scuole professionali e tecniche, con l’aiuto delle associazioni che operano nell’accoglienza – racconta Antonella Coppola – i ragazzi stranieri sono arrivati gia’ formati, con una discreta conoscenza dell’italiano e con una grandissima voglia di imparare e hanno, da subito, rappresentato un valore aggiunto per la classe, perche’ capaci di dare il buon esempio”.

La loro naturale capacita’ di adattarsi ha permesso, quindi, ai docenti di lavorare bene seppur nell’immediatezza della loro immissione in classe non e’ stato possibile prevedere adeguati corsi di preparazione. Quell’anno di eta’ e quella maturita’ in piu’, rispetto ai compagni, ha giocato bene sul loro ruolo, facendoli essere davvero elemento di qualita’, un arricchimento derivato, anche, dai loro precedenti studi, lauree o diplomi conseguiti in Africa. Un bilancio positivo che emerge dalla recente chiusura del quadrimestre che parla di un’inclusione completa, grazie ad un approccio metodologico basato sul lavorare insieme, sul far sentire bene l’altro, sul saper essere per saper stare nel gruppo.

Il Liceo Classico di Marsala vanta, gia’, una progettazione sulla dispersione scolastica che ha toccato temi relativi la tutela dei diritti umani. Un lavoro durato tre anni, dal titolo ‘Riflessi adolescenziali’, che insieme all’associazione X di Trapani, presieduta dalla pedagogista Rosaria Bonfiglio, ha visto tutti i ragazzi chiamati ad esprimere se stessi, attraverso la libera espressione in parole, musica, danza. L’elemento principale di aggregazione e’ stato il connubio fra gli studenti locali e chi ha abbandonato le proprie radici. L’esibizione finale, con uno spettacolo teatrale, ha messo in scena l’espressione del loro dolore per aver lasciato la propria terra, il disagio vissuto durante il viaggio in mare, come una terribile odissea. Ancora una volta e’ stata la musica il linguaggio universale, capace di far comunicare tutti.

Antonella Coppola e’ capo dell’istituto dal 2014, ma svolge il ruolo da dirigente scolastico dal 1996. Una grande esperienza la sua, che le ha permesso di incardinare il percorso formativo sul futuro, avviando i ragazzi al mondo del lavoro attraverso l’alternanza scuola-lavoro calibrata sulla specificita’ degli indirizzi: l’istituto tecnico – tecnologico, ad indirizzo informatico, prevede l’inserimento nelle aziende con la guida dei tutor e ha permesso agli studenti del 5° anno, che ancora devono affrontare l’esame, di essere gia’ reclutati per il dopo diploma; l’indirizzo odontotecnico vede i ragazzi impegnati nelle attivita’ sanitarie ma anche nel settore gestionale. Al liceo classico, sono stati creati indirizzi in autonomia, con un’aggiunta fino ad un massimo di 35 ore: l’indirizzo internazionale Cambridge, prevede lo studio di 5 materie in 4 anni per conseguire il diploma che consente l’accesso alle universita’ anglofone e anglosassoni e prevede l’alternanza all’estero; l’indirizzo biomedico vede gli studenti gia’ operativi in strutture sanitarie e mediche; l’indirizzo giuridico e comunicazione – giornalismo, prevede convenzioni con biblioteche e istituti di cultura.

La possibilita’ di lavorare in rete, con la nuova progettazione che andra’ ad approfondire il tema della tratta degli esseri umani, rinnova quella consuetudine gia’ ampiamente sperimentata, che consente di confrontarsi e condividere obiettivi e risorse. L’istituto appartiene alla Re.ma.pe. che esiste dal 2000 e che ha permesso di lavorare sulla formazione dei docenti e del personale Ata, di sfruttare i progetti europei. Per la rete del Liceo Classico Internazionale Cambridge, la scuola da un mese e’ capofila della macro area isole maggiori Sicilia e Sardegna, e la dirigente Coppola e’ stata inserita nel comitato scientifico. L’obiettivo della scuola deve essere quello di incardinare sugli studenti i valori dell’Intercultura, affinche’ diventino canali di trasmissione sul territorio e maturare quegli strumenti di prevenzione di qualsiasi fenomeno di maltrattamento e violenza che puo’ verificarsi.

Se oggi lo Stato non fornisce alla scuola strumenti per gestire situazioni di criticita’ nell’ambito della tratta degli esseri umani o comunque della privazione dei diritti, si puo’ sicuramente puntare sulla sensibilita’ di ciascuno, sulla voglia di accogliere. Nonostante i grandi cambiamenti, ci sono comportamenti radicati che le scuole esistenti, in una delle coste piu’ discusse d’Italia, riescono a conservare – “I nostri ragazzi portano dentro la genuinita’ di un territorio che e’ molto a dimensione d’uomo, c’e’ piu’ umanita’ – dice la Coppola – ancora oggi riusciamo a rimproverare i nostri ragazzi e non condividiamo scelte tragiche come la sospensione che allontanerebbe il ragazzo, forse, dall’unico punto di riferimento che ha. Qui i ragazzi sospesi vengono inseriti in un contesto di un gruppo di studio per far recuperare le loro lacune disciplinare, gli diamo un’altra chance, oppure collaborano nella messa in ordine dell’aula. Ai fini di un recupero, un ragazzo disagiato, che non ha una famiglia che lo supporta, non deve essere allontanato”.

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