L’Fnsi al liceo Mamiani di Roma: “Non lasciateci soli”

ROMA – Cartelli con i nomi dei giornalisti assassinati lunedi’ in Afghanistan; tenuti in alto, mentre suona un sassofono, dagli studenti del liceo romano Terenzio Mamiani: immagini da ‘L’informazione accerchiata’, incontro e testimonianza sulle sfide del lavoro del cronista oggi.

L’appuntamento e’ stato organizzato dalla Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi) in vista della Giornata mondiale per la liberta’ di stampa di domani. Testimoni della stampa italiana hanno messo in risalto la situazione della Turchia e dell’Afghanistan, dove nei giorni scorsi sono stati assassinati dieci cronisti, spunto per il lancio della campagna di solidarieta’ #JesuisKabul.

Di queste crisi, e’ stato sottolineato al Mamiani, non si “parla abbastanza”. “Non lasciateci soli o saremo stritolati, e’ questo l’appello di uno dei giornalisti del quotidiano ‘Cumhuriyet’ processati in Turchia”: a parlare e’ Antonella Napoli, dell’osservatorio Free Media Turkey, una dei testimoni di oggi.

Tra gli invitati Paolo Borromei, sotto scorta da quattro anni e minacciato da alcuni clan in Sicilia per le sue inchieste: “Nessuno vuole fare l’eroe, vogliamo solo fare il nostro lavoro”. A dimostrare la difficolta’ e l’importanza dell’informazione anche Peter Bardy, direttore del portale slovacco ‘Aktuality.sk’, che a febbraio ha perso il collega Jan Kuciak, assassinato dopo aver firmato un’inchiesta su corruzione e criminalita’ organizzata.

A intervenire anche il portavoce della sezione italiana di Amnesty International, Riccardo Noury, che ha citato anche il caso di Caruana Galizia, la giornalista uccisa a Malta in ottobre: “Jan e Dafne hanno violato la regola dei criminali: quella di non far sapere”. L’attivista ha anche posto l’attenzione sui media messicani: “Stanno pagando il tributo piu’ alto, tra i Paesi non in guerra, per raccontare il legame tra malavita e istituzioni”. Sono almeno 16 i giornalisti uccisi in Messico dal 2017.

A ospitare l’evento una delle 366 scuole superiori distribuite su 85 province italiane, che partecipano al concorso ‘Rileggiamo l’Articolo 21 della Costituzione’, patrocinato dal Miur. Il concorso ha coinvolto 15mila studenti per riflettere sul problema dell’informazione.