Marsala, l'inclusione al centro delle attività dell'I.C. San Pellegrino

Marsala, l’inclusione al centro delle attività dell’I.C. San Pellegrino

MARSALA – Nicolina Drago e’ a capo dell’Istituto comprensivo San Pellegrino di Marsala dallo scorso settembre, lavora come dirigente da cinque anni e ne vanta 35 di esperienza nella scuola. Lavora in un territorio che contiene mille sfaccettature, caratterizzato da un tessuto sociale tradizionalista e conservatore, molto statico, a cui mancano stimoli di modernita’ ed evoluzione culturale, sui cui pesa l’assenza di centri di aggregazione e intrattenimento. Parrocchia e scuola assumono un ruolo fondamentale nella mediazione tra alunni e famiglie, e tornano ad essere agenti educativi centrali che devono rispondere al rischio di demotivazione all’apprendimento e alla nascita di atteggiamenti devianti. Dal canto suo, pero’, in questo contesto sembrano non esistere i limiti di percezione della diversita’, dello straniero, delle differenze culturali che spesso si incontrano in mezzo la terra, nei campi, dove si svolge il lavoro della maggior parte delle famiglie che qui risiedono e dove tutti diventano uguali.

La scuola che dirige sorge in una delle popolose contrade di Marsala, citta’ territorio, ricca di nuclei abitati, lontani fino a 15 km dal centro. Questa sua ultima esperienza, per lei che arriva da Mazara e Catania, ha mostrato elementi di particolarita’ rispetto alle precedenti, perche’ questa volta a far da padrone e’ la dislocazione territoriale. Non c’e’ da stupirsi se la scuola in questione comprende ben sette plessi, estesi in contrade diverse, di cui due non agibili attualmente, per un ammontare di circa 600 alunni dalla materna alla scuola media. L’estrazione sociale delle famiglie che vivono in questa zona e’ medio bassa, legata ad attivita’ agricole. Lo svantaggio culturale di partenza e’ legato alle difficolta’ di spostamenti, anche nel raggiungere la stessa scuola.

“Il campanello d’allarme sulla dispersione scolastica e’ sempre in allerta, con un grande supporto dei servizi sociali- dice la preside- spesso sono loro a segnalare i bambini della zona che necessitano un supporto dedicato o le associazioni che chiedono l’iscrizione degli stranieri provenienti dai due centri accoglienza che insistono nei dintorni”. Una realta’ scolastica variegata che nel percorso formativo e didattico parla di un grande equilibrio nella convivenza fra persone di culture diverse. Dati alla mano, a frequentare l’anno scolastico in corso sono 30 alunni stranieri provenienti dalla Romania, dal Madagascar, dal Marocco, dall’Egitto, dal Senegal. L’approccio metodologico adottato dai docenti si basa sulle indicazioni dei bisogni educativi speciali, in assenza di mirati interventi per gli stranieri: non e’ frutto di specifici percorsi formativi ma della capacita’ di comprendere il contesto e interagire con esso, della flessibilita’ organizzative del corpo docente. La progettazione scolastica, con i Pon sull’inclusione sociale, ha rappresentato un validissimo strumento per dare una risposta strutturata ai bisogni di accoglienza, inserimento, scolarizzazione, dettati anche dal fenomeno migratorio.

“Non si possono ignorare le esigenze dei bambini appena arrivati nel nostro paese, con scarsa integrazione delle famiglie, che cercano figure di riferimento, rapporti di aiuto, relazioni affettive non superficiali fra pari”. Le parole della Drago, fanno seguito alla valenza del potenziamento scolastico, nelle ore pomeridiane, per impedire l’ulteriore disagio. La palestra, il laboratorio, informatico, le aule vengono utilizzate per tutte le attivita’ utili ad arricchire il percorso formativo di alunni e l’inclusione di tutti. E’ questa la priorita’ della scuola di contrada Paolini, che viene incardinata nei percorsi formativi offerti, come le attivita’ curriculari, con i laboratori motivazionali, ma anche attivita’ extracurriculari. L’indirizzo musicale garantisce, inoltre, un’immediata e spontanea partecipazione che porta a vantare della presenza di una mini orchestra e la valenza di un codice facilmente condivisibile da tutti. Anche lo sport diventa fondamentale in questo percorso che si arricchisce di un’ampia rete di relazioni territoriali, con la partecipazione attiva di soggetti esterni al mondo della scuola. Ogni azione e’ volta alla crescita degli alunni, a dare supporto alle famiglie, in un territorio dove, piu’ che mai, diventa necessario creare attivita’ di impegno per prevenire il disagio con una scuola che assolve a pieno il compito di istituzione formativa.

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