'Il viaggio di Sama e Timo' che parla ai ragazzi di accoglienza

‘Il viaggio di Sama e Timo’ che parla ai ragazzi di accoglienza

ROMA – Un gatto, una bambina sudanese e il viaggio verso una nuova vita. Sono questi gli ingredienti principali de ‘Il viaggio di Sama e Timo’, il libro per ragazzi della scrittrice milanese Miriam Dubini che verra’ presentato sabato al salone del libro di Torino. Una storia di umanita’ e accoglienza, che guarda al fenomeno dell’immigrazione con lo sguardo puro e favolistico dei bambini.

Tratto da un episodio accaduto realmente, il libro ripercorre la storia di Sama, ragazza sudanese che nel giugno del 2015 sbarca sull’isola di Lampedusa con la sua famiglia e un viaggiatore particolare: Timo, un piccolo felino che Sama e’ riuscita a portare con se’ nascondendolo sotto i vestiti. Al momento dell’arrivo, il gatto le viene sottratto per consentire la corretta profilassi, ma la separazione e il timore di lasciarlo provoca nella ragazza un pianto disperato che giunge sino alle orecchie di Giusi Nicolini, sindaca di Lampedusa. Timo viene quindi affidato a Eletta Cirillo, giovane lampedusana che si occupa di animali abbandonati, con la promessa di restituire il gatto alla sua padrona al termine del periodo di quarantena.

“Quando ho sentito questa storia per la prima volta, mi sono detta che non potevo non raccontarla..” Spiega l’autrice all’agenzia di stampa Dire, “e fin dal primo momento ho capito che la chiave per farlo nel migliore dei modi era assumere il punto di vista del gatto”. E’ Timo, quindi, il vero protagonista della storia, simbolo dell’innocenza e della purezza che accomuna bambini ed animali. “Non volevo dare alla storia una caratura morale o farne una parabola eroica – prosegue la scrittrice – volevo solo parlare di una famiglia normale, che deve affrontare tante difficolta’: una favola moderna che si e’ conclusa con un lieto fine”.

Sama, infatti, dopo vari trasferimenti e’ riuscita a trovare una stabilita’ in Germania, dove vive con la famiglia ed il suo gatto, riconsegnatole da Eletta alla fine della profilassi. Oggi Sama e’ in un programma di inserimento e frequenta un corso di sartoria, perche’ il suo sogno e’ diventare una stilista.

“Questa storia e’ significativa per tanti punti di vista – racconta Giusi Nicolini, intervistata dalla Dire – perche’ contribuisce ad umanizzare i migranti, che troppo spesso si tende a spersonalizzare. Quando arrivano da noi, invece queste persone non lasciano solo il loro paese ma anche l’universo dei loro affetti, composto da persone care e anche dai loro amici animali. Prendersi cura di queste persone – prosegue l’ex sindaca – non significa solo dargli un’assistenza materiale ma anche affettiva: ciascuno di noi puo’ essere utile ad un’idea di accoglienza piu’ dignitosa e umana, ciascuno di noi puo’ contribuire a dare un lieto fine a queste storie”.

E proprio l’accoglienza sara’ il tema principale del dibattito che si svolgera’ al salone del libro di Torino, al quale parteciperanno, oltre all’autrice del libro, anche Giusi Nicolini e il giornalista Rai Valerio Cataldi; entrambi di ritorno da un viaggio in Uganda per documentare un progetto Amref dedicato ai profughi del Sud Sudan. Temi complessi che saranno resi accessibili anche all’uditorio di ragazzi cui si rivolge il libro.

“I ragazzi hanno accolto il libro con grande passione – aggiunge la scrittrice – e, anche se affronta temi difficili, si mostrano sempre interessati alla storia di Sama e a fenomeni che per loro sono poco chiari. I bambini sono molto curiosi e mi chiedono cosa sia il razzismo – prosegue Miriam Dubini – e sono convinta che parlare di questi argomenti nelle scuole favorisca l’apertura mentale dei piu’ piccoli e ponga le basi per un mondo piu’ libero e multietnico”.

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