#PalermoChiamaItalia, studenti: "Uomini delle scorte per noi esempio"

#PalermoChiamaItalia, studenti: “Uomini delle scorte per noi esempio”

CIVITAVECCHIA- “Tutte queste persone sono morte per salvare altra gente. Mi aspetto di imparare tanto da questo viaggio, voglio diventare come loro”. È emozionata Alessia, 13 anni, di Gravina di Puglia, mentre al porto di Civitavecchia stringe tra le mani con le sue amiche uno striscione di #PalermochiamaItalia con i volti degli angeli delle scorte alla vigilia del 26esimo anniversario delle stragi di Capaci e via D’Amelio in attesa del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Dietro di lei la Nave della Legalita’ 2018, pronta a salpare con centinaia di studenti di tutta Italia e la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli direzione Palermo con i volti di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e gli uomini delle scorte uccisi con loro da Cosa Nostra nel ’92 che campeggiano sulla nave.

“Abbiamo cercato di capire le storie degli uomini che hanno subito questa tragedia- racconta a diregiovani.it Alessio, 14 anni, del liceo classico ‘Tacito’ di Terni- Speriamo che questa ricorrenza non si limiti ad una giornata ma che si viva sempre perche’ la loro memoria e di tutte le persone che hanno cercato insieme a loro di difendere la legalita’ sia ricordata sempre”. È la storia di Rocco Dicillo che ha colpito di piu’ Alessio perche’ “lui ha salutato la moglie a Punta Raisi dicendo ‘Amore ci vediamo a casa’ per poi non vederla piu'”, una storia che “mi ha toccato molto”.

Hanno approfondito le storie dei giudici, gli studenti che partiranno in nave, si sono documentati sulle stragi, come Sofia, 17 anni, studentessa del liceo classico di Castellammare di Stabia: “Sicuramente sara’ un’esperienza che ci permettera’ di vivere in maniera piu’ intensa le cose che abbiamo studiato- racconta- la visita che faremo all’aula del maxi processo ci permettera’ di capire meglio le vicende vissute da Borsellino e Falcone. Sono storie molto forti, le loro, hanno coinvolto col loro coraggio anche le loro famiglie. Quindi grande coraggio e stima”.

A trasparire dalla voce dei ragazzi e’ l’entusiasmo di aver conosciuto le storie di giudici che della lotta contro la mafia non hanno fatto solo una bandiera, ma il senso della propria intera esistenza: “Abbiamo fatto ricerche di testi e immagini, credo che sara’ un’importante esperienza di crescita- spiega a diregiovani.it Monica, 11 anni, di Isernia- Credo che si debbano ricordare queste persone che hanno servito lo Stato e sono un grande simbolo di legalita’”. A farle eco Elettra, 12 anni, di Trento: “È importante portare avanti quello che hanno detto Giovanni, Paolo e tutti gli altri- racconta- Degli uomini della scorta mi ha colpito il coraggio che hanno avuto ad accompagnare persone cosi’ importanti ed anche il rischio che sapevano di correre”.

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