Regole sull’abbigliamento scolastico, pro o contro? ScuolaZoo chiede alla sua community!

Il 75,78% degli studenti è contrario, ma nonostante questo il dibattito si accende sulle divise…

ROMA – È arrivata l’estate e come ogni anno si apre il dibattito relativo a cosa dovrebbero indossare gli studenti in aula.
Alcuni presidi milanesi e uno di Bari vorrebbero stilare un regolamento.

ScuolaZoo, il media brand degli studenti italiani con 3 milioni di utenti, ha chiesto alla community il loro parere a riguardo tramite sondaggio: la maggior parte degli studenti si è detta contraria alla divisa e contraria a regole legate all’abbigliamento in generale.

 

LA POSIZIONE DEI PRESIDI MILANESI

Canottierine sbracciate? Shorts, bermuda, infradito? Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi, afferma che è necessario un certo decoro nell’abbigliamento a scuola. Sapersi vestire in relazione all’ambiente nel quale ci si trova fa parte dell’educazione dei ragazzi, il problema è che gli studenti non sono d’accordo.

I DATI OTTENUTI DAL SONDAGGIO SCUOLAZOO

ScuolaZoo ha posto tre quesiti a un campione rappresentativo della Community di 600 studenti equamente distribuiti nella penisola, che ha rivelato:

·         Il 76,87% è contrario alla possibilità di avere una divisa scolastica da indossare;

·         tra libertà di scelta e canoni predefiniti che possono in qualche modo omologare i ragazzi, scelgono senza dubbio la libertà ma anzi, addirittura il 11,69% sceglie una terza opzione: presentarsi anche in tenuta da spiaggia, se il meteo lo permette!

·         Il 75,78% degli studenti è contrario all’istituzione di regole sull’abbigliamento a scuola.

LE ARGOMENTAZIONI DEI RIS – RAPPRESENTANTI D’ISTITUTO SCUOLAZOO

Il risultato non stupisce, è interessante però considerare il dibattito scaturito sul Gruppo chiuso Facebook dei RIS – Rappresentanti d’Istituto ScuolaZoo, soprattutto sul tema “divisa si/divisa no”. I pochi favorevoli la scelgono perché “renderebbe tutti uguali, evitando casi di bullismo legati al gusto o alle disponibilità economiche per l’abbigliamento”. Per i contrari, le uniformi sono una “privazione della possibilità di esprimere se stessi”. Molti pensano anche se fossero imposte le divise, non sarebbe potuta nascere una figura importante per la Generazione Z, considerata a tutti gli effetti dai ragazzi come una professione: quella dell’Influencer.

Le generazioni cambiano, nascono nuove forme di comunicazione ma gli adolescenti non perdono il lato anticonformista: mal sopportano le imposizioni, a partire da quelle sull’abbigliamento, considerato il mezzo più diretto ed efficace per raccontare qualcosa di sé, dei propri gusti della propria personalità.

E’ probabile che un giovane adulto abbia bisogno di indicazione su cosa è più o meno appropriato a seconda delle situazioni e luoghi in cui si trova, ma forse Presidi e Docenti potrebbe usare la formula dell’esempio concreto con film o immagini piuttosto che insistere con regolamenti e dettami, che saranno sicuramente boicottati non appena gli adolescenti (di sempre, e non di oggi) ne hanno l’occasione.

2018-05-23T16:48:01+02:00