All'I.C. Boscarino-Castiglione la Costituzione guida percorso formativo

All’I.C. Boscarino-Castiglione la Costituzione guida percorso formativo

Istituto Mazara del Vallo impegnato per tutela diritti bambini

Mazara del Vallo – È la Costituzione a tracciare le linee guida del percorso formativo degli alunni che frequentano l’Istituto comprensivo ‘Boscarino-Castiglione’ di Mazara del Vallo, il cui dirigente scolastico ha fortemente voluto l’approfondimento dei primi dodici articoli, quali principi essenziali per maturare la consapevolezza del nostro senso civico e umano. Maria Luisa Asaro, da sette anni alla guida dell’istituto, enfatizza il compito della scuola nel formare le nuove generazioni, basandosi sulla trasmissione dei valori civili. “Da diverso tempo, la scuola ha programmato un curricolo verticale per competenze trasversali, che attraverso i compiti di realta’ mira a promuovere processi di competenze civiche e sociali ovvero quelle previste dall’Unione Europea, ai fini dell’esercizio della cittadinanza attiva. In linea con l’offerta formativa privilegiamo tre macro aree: il benessere, la legalita’ e l’integrazione.- afferma la dirigente- Se gli alunni non stanno bene, in senso lato come salvaguardia dell’ambiente e cura del territorio, oltre che attenzione psico fisica della persona, non possono compiere un percorso di crescita corretto”.

Legalita’ e pari opportunita’ sono il comune denominatore di iniziative che la scuola ha realizzato con la partecipazione delle varie agenzie presenti nel territorio, ad esempio l’Asp, le associazioni di volontariato, l’ente locale. La presenza di figure specializzate ha rappresentato un ottimo strumento operativo per alunni, famiglie e docenti. La collaboratrice Aurelia Piazza spiega che a partire dalle indicazioni delle figure chiave dell’istituto, come il dirigente scolastico, si rimanda molto alla libera espressione del docente e all’autoformazione, che riescono a recepire e a valorizzare le attivita’ attraverso la ricerca. L’istituto e’ la somma di 4 plessi, di cui uno molto sensibile e ad alto rischio di criminalita’; pertanto, la popolazione scolastica e’ variegata, seppur fra i circa mille studenti, una piccola percentuale e’ composta da stranieri.

È inevitabile mirare la progettazione su fasce sociali che presentano esigenze formative diverse. Si passa da una zona residenziale, economicamente evoluta, ad una sede periferica, quella di Mazara Due, dove c’e’ la massima allerta della procura e dove si lavora con la Regione Sicilia contro la dispersione scolastica. È una realta’ in cui il tema della tratta degli essere umani, viene affrontato non solo in funzione dei flussi migratori, ma soprattutto relativamente agli studenti di famiglie disagiate che vivono la loro quotidianita’ negli abusi, nella violenza, nella legalita’. “I bambini rappresentano una materia prima che, seppur in presenza di contesti avversi, e’ capace di dare grandi risultati, nonostante la loro predisposizione all’apprendimento di base e’ ostacolata dai traumi che vivono nel contesto familiare”, racconta la preside, non celando quanto tutto possa essere vanificato in assenza di una rete di interventi.

Mazara Due e’ una realta’ piena di contraddizioni e di disagi. Territorialmente e’ distante dal centro urbano, priva di collegamenti pubblici, di esercizi commerciali di primaria importanza, di presidi istituzionali a parte la scuola, i carabinieri e la chiesa. Un quartiere ghetto in cui mancano punti di aggregazione, che ha un alto tasso di criminalita’. La totale assenza di stimoli e’ stata sporadicamente compensata dalle iniziative delle associazioni che hanno cercato di portare avanti azioni sporadiche non incardinate in un percorso che guarda ad un obiettivo comune, pena la loro efficacia. È in questo territorio che la scuola porta avanti progetti di alfabetizzazione culturale che intendono coinvolgere le famiglie, ma che necessita di una forte azione di riqualificazione da parte di tutti i soggetti amministrativi territoriali. Un contesto che non sconforta ma che porta a rafforzare l’azione di intervento, spiega la preside Maria Luisa Asaro: “Aldila’ delle culture, delle lingue, del colore della carnagione bisogna eliminare tutte le condizioni che rendono le persone invisibili. Garantire l’integrita’ della persona significa scongiurare il rischio che questa diventi preda dei criminali, che ne abusano come schiavi”.