Crescere nella giustizia, Luiss premia ‘Legalità e Merito’

A Roma iniziativa che ha coinvolto 600 ragazzi da 21 istituti

ROMA – Portare la legalita’ tra i banchi di scuola, partire dalle giovani generazioni per diffondere la cultura del merito e del rispetto delle istituzioni.

Questo era l’intento di Rocco Chinnici, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, e questa e’ oggi la loro eredita’, raccolta e portata avanti dal Progetto ‘Legalita’ e Merito’, l’iniziativa frutto di un protocollo di intesa tra l’Universita’ Luiss e Anac, Dna, Csm, e nato dalla collaborazione con il Dipartimento per le Pari opportunita’ della Presidenza del Consiglio dei Ministri e il MIUR.

Questo pomeriggio alla Luiss di Roma l’atto conclusivo con la premiazione degli istituti coinvolti. Seicento infatti i ragazzi che hanno partecipato all’iniziativa da febbraio a maggio, provenienti da ventuno scuole sparse in tutta Italia.

Ma solo tre gli Istituti che sono riusciti a raggiungere il podio: la scuola media ‘Amari-Roncalli – Ferrara’ di Palermo, la scuola media dell’Istituto comprensivo ‘Trento 6’, e l’Istituto d’Istruzione Superiore ‘Sannino-De Cillis’ di Napoli. Il progetto, giunto alla sua seconda edizione, ha coinvolto i ragazzi delle scuole ma anche 60 laureandi in Giurisprudenza e Scienze Politiche alla Luiss, che con lezioni e progetti hanno presentato ai piu’ giovani il tema della legalita’ declinato nelle varie problematiche del territorio di appartenenza.

“Oggi quest’aula piena di ragazzi ci testimonia il successo di questo progetto– ha detto il Magnifico rettore della Luiss, Paola Severino- Le universita’ e le scuole hanno il compito di accompagnare i ragazzi nel processo di crescita, e dobbiamo essere noi testimoni e promotori del loro cammino. Sono i ragazzi la base su cui costruire l’anticorruzione”. Le parole degli universitari e il racconto delle loro esperienze si sono alternati agli interventi delle istituzioni. Per Giovanni Legnini, vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, “dove c’e’ cultura c’e’ legalita’, dove non c’e’ si diffondono i fenomeni criminali che conosciamo. Siamo sempre piu’ in presenza di una crescita delle disuguaglianze, ma il merito si afferma solo in un contesto di legalita’”.

Commosso il presidente dell’Autorita’ Nazionale Anticorruzione, Giovanni Cantone, per il quale la cultura della legalita’ e’ indispensabile per nella lotta alla corruzione: “L’idea e’ quella di far parlare di questi temi direttamente i ragazzi, con il loro linguaggio e la loro espressivita’, perche’ i ragazzi non sono disinteressati, devono solo essere coinvolti”. Gli ha fatto eco Federico Cafiero de Raho, procuratore nazionale Antimafia, per il quale “questo e’ il cambiamento che auspichiamo da anni: le mafie sono sempre piu’ isolate e, se ci muoviamo insieme, possiamo camminare verso il cambiamento, la solidarieta’ e la liberta’”.